WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il propagarsi dei conflitti in Medio Oriente, con il rischio di un allargamento della crisi fino all’area del Golfo e all’Iran, impone all’Europa e ai suoi alleati una risposta coordinata sul piano industriale ed energetico. È questo il quadro delineato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’incontro con il rappresentante della Casa Bianca per la leadership energetica, Jarrod Agen.
“Purtroppo anche la guerra che si propaga e coinvolge i Paesi vicini, soggetti alle ritorsioni iraniane, ci fa capire che in Europa dobbiamo agire insieme e collaborare con il nostro principale alleato, gli Stati Uniti, per garantire sicurezza e approvvigionamenti”, ha dichiarato Urso, sottolineando come “nel mondo prevalgono oggi conflitti armati e commerciali” e sia necessario lavorare per ridurli, rafforzando al contempo l’autonomia strategica del continente. Il ministro ha evidenziato anche l’impatto economico della crisi nell’area del Golfo, strategica per l’export italiano: “Ci auguriamo che il conflitto in Iran e nel Golfo Persico si esaurisca al più presto, anche perché coinvolge Paesi fondamentali come Emirati, Qatar, Kuwait e Arabia Saudita, mercati in forte crescita per le nostre esportazioni e sempre più rilevanti anche come investitori in Italia”.
Nonostante il contesto internazionale complesso, Urso ha rivendicato la solidità dei rapporti economici con Washington: “Malgrado il propagarsi dei conflitti e delle guerre commerciali, l’Italia è in campo. Le esportazioni italiane negli Stati Uniti sono cresciute anche lo scorso anno, con la migliore performance tra i grandi Paesi europei”. Un quadro che, secondo il ministro, conferma l’attrattività del sistema produttivo italiano e la sua centralità nelle nuove filiere globali. “Abbiamo presentato all’amministrazione americana e alle imprese statunitensi le opportunità di investimento nel nostro Paese, a partire dalla cooperazione sulle materie prime critiche, sull’estrazione, lavorazione e riciclo, ambiti in cui l’Italia sta diventando leader in Europa”.
Le materie prime critiche sono state infatti al centro anche del confronto con Agen. “Si tratta di risorse strategiche per le nostre industrie, dai semiconduttori ai fertilizzanti. Oggi dipendiamo ancora troppo dall’estero, in particolare dalla Cina, ed è per questo che abbiamo avviato una politica nazionale per rafforzare l’autonomia, a partire dal riciclo dei rifiuti industriali”, ha spiegato Urso, ricordando la candidatura dell’Italia a ospitare uno dei depositi strategici europei per lo stoccaggio di queste risorse.
Il ministro ha poi sottolineato il ruolo dell’Italia nella filiera dei semiconduttori e del digitale, citando importanti investimenti in corso, tra cui quello di Silicon Box a Novara e il rafforzamento degli impianti a Catania. “Siamo diventati una meta privilegiata per gli investimenti nel digitale”, ha affermato, evidenziando anche il posizionamento del Paese nel campo del supercalcolo, con tre tra i più potenti supercomputer al mondo, tra Pavia, Genova e Bologna.
In questo contesto si inserisce anche lo sviluppo dei data center e delle tecnologie avanzate, dalla meccanica quantistica all’intelligenza artificiale. “Abbiamo una particolare predisposizione, grazie alle nostre università e alle nostre infrastrutture tecnologiche, e stiamo già attirando investimenti americani in questi ambiti”, ha aggiunto.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla cooperazione energetica, in particolare sul nucleare di nuova generazione. Urso ha ribadito la volontà di rilanciare in Italia la produzione di energia nucleare attraverso gli Small Modular Reactors (SMR): “Si tratta di piccoli reattori modulari, sicuri e realizzabili su scala industriale, trasportabili e adattabili alle esigenze dei territori e delle imprese. Possono sostituire il gas nella produzione elettrica e garantire energia a basso costo in modo continuativo”.
Il ministro ha sottolineato l’interesse di partner internazionali, tra cui Stati Uniti e Francia, a collaborare con l’Italia. “Oggi è possibile tornare a produrre energia nucleare in Italia, esclusivamente con tecnologie di nuova generazione, e diventare anche esportatori di queste soluzioni nel Mediterraneo e in Europa”. Parallelamente, resta centrale lo sviluppo delle energie rinnovabili, pur con i limiti strutturali del territorio italiano. “Dobbiamo puntare su tutte le tecnologie disponibili – fotovoltaico, eolico, geotermico – ma solo l’integrazione con il nucleare può garantire una produzione stabile e continua”, ha precisato.
Nel corso della visita negli Stati Uniti, Urso ha affrontato anche il tema della cooperazione spaziale, definita “decisiva”. In particolare, ha annunciato la firma di una dichiarazione di intenti con la NASA per la realizzazione a Torino del primo modulo abitativo per una stazione lunare permanente.
“La casa degli astronauti sulla Luna sarà made in Italy, a dimostrazione di una capacità tecnologica che oggi tutti ci riconoscono”, ha detto. Tornando all’incontro con Agen, il ministro ha ribadito come le materie prime critiche siano oggi “al centro delle strategie industriali e della sicurezza economica globale”. L’obiettivo condiviso è rafforzare la cooperazione tra Italia e Stati Uniti per rendere le catene del valore più sicure e resilienti, anche alla luce delle tensioni geopolitiche.
Urso ha inoltre auspicato una rapida finalizzazione del Memorandum tra Stati Uniti e Commissione europea, considerato uno strumento chiave per rafforzare la collaborazione transatlantica.
In questo quadro, l’Italia intende favorire sin da subito sinergie tra imprese italiane e americane, anche in Paesi terzi, contribuendo all’autonomia strategica dell’Occidente.
L’incontro di Washington si inserisce così in una più ampia strategia di rafforzamento delle relazioni economiche tra le due sponde dell’Atlantico, in un contesto globale sempre più segnato da sfide geopolitiche, trasformazioni tecnologiche e competizione industriale.
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