
di Stefano Vaccara
NEW YORK (ITALPRESS) – Il presidente Donald Trump appariva stanco quando, poco dopo le 4:30 del mattino di sabato, ha risposto a una telefonata di Tyler Pager, corrispondente della Casa Bianca del New York Times, appena dieci minuti dopo aver annunciato sui social media che gli Stati Uniti avevano catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro. La chiamata, durata complessivamente 50 secondi, rappresenta uno dei primissimi contatti diretti del presidente con la stampa dopo l’operazione militare contro il Venezuela.
Nel breve colloquio con il quotidiano americano, Trump ha rivendicato con enfasi il successo della missione, insistendo sulla qualità della pianificazione e sull’efficacia delle forze impiegate. “C’è stata molta buona pianificazione e truppe straordinarie, persone davvero eccezionali”, ha detto al New York Times. “È stata un’operazione brillante, davvero”. Una valutazione che la Casa Bianca intende usare per rafforzare la narrativa di un’azione rapida e risolutiva, nonostante le prime notizie di vittime sul terreno.
Quando gli è stato chiesto se avesse cercato un’autorizzazione preventiva del Congresso prima di ordinare quello che lui stesso ha definito un “attacco su larga scala”, Trump ha evitato di entrare nel merito. “Ne parleremo”, ha risposto. “Faremo una conferenza stampa”. Nel messaggio pubblicato sui social, il presidente ha indicato le 11 del mattino come momento in cui chiarirà i dettagli dell’operazione, parlando dalla sua residenza privata di Mar-a-Lago, dove ha trascorso le ultime due settimane. Anche quando gli è stato chiesto cosa immaginasse ora per il futuro del Venezuela e perché un’operazione ad alto rischio fosse stata ritenuta necessaria, Trump ha rimandato ogni risposta alla conferenza -stampa: “Sentirete tutto alle undici”, ha detto, prima di riagganciare.
– Foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).








