Tra Milan e Nazionale, il corto muso non basta

State attenti. La sconfitta rimediata dal Milan – nonostante i due gol di Pavlovic e Nkunku trovati a fine partita e in Zona Var – non è solo un problema dei rossoneri, finanziatori compresi: è un attentato Nazionale. I padroni americani stanno cercando da tempo di nasconderlo, questo povero Milan, addirittura facendolo giocare a San Siro in maglia gialla; ma tentano soprattutto di scaricare Allegri alla Federazione, come fece Berlusconi con Matarrese quando decise di “liberare” Sacchi. I trombettieri di sponda Milan hanno già fatto sapere che il Max piacerebbe a Malagò. Se è per il corto muso e il realismo tattico piace anche a me, ma giù le mani dalla Nazionale, abbiamo pagato fin troppo gli errori dei federali illusi dai panchinari vip. Escluso il Lippi 2006 – che schierò un’Italjuve – e il Mancini Euro2021, ispirato da Azeglio Vicini e dal…covid, nessun Divo da cinquant’anni a questa parte ha vinto qualcosa, lasciando all’Under la difesa dell’orgoglio azzurro. Elenco i panchinari più famosi: Sacchi, Trapattoni, Donadoni, Prandelli, Conte, Ventura, Spalletti. Zero.
La palla adesso passa a Silvio Baldini, l’uomo dell’Under 21, e io gliela lascerei, almeno il tempo che occorrerà per ricostruire un’Italia degna del suo blasone. Presentato Allegri, applausi all’Atalanta che ha dato spettacolo a San Siro con i gol di Ederson, Zappacosta e Raspadori, il mio caro Giacomino. Leggo che Percassi vorrebbe al posto di Palladino Thiago Motta ma la verità è che qualcuno il degno sostituto di Gasperini vuole portarglielo via. E adesso scusatemi ma non sono di quelli che scesero in strada a gridare entusiasmo per Paris St Germain-Bayern 5 a 4. Per alcuni neofiti l’apoteosi del calcio moderno. S’erano persi Italia-Germania 4 a 3 del ’70. Soprattutto non sapevano che “moderno” è un termine che s’usava già ai tempi dei Romani. E che in realtà certe goleade rispondono a una scarsa organizzazione della partita. E infatti il match di ritorno – gestito tatticamente con juicio – decise il successo del PSG con un 1 a 1 “pieno di giuoco”. Come si diceva ai miei tempi. Da quali porto anche il giudizio estetico ed emotivo naturale che mi fa sottolineare la bellezza di Parma-Roma, cento minuti di festa. Prima quella di Mandela Keita che, segnato il gol del 2 a 1, ha iniziato un ballo a distanza con la madre in tribuna, forse l’immagine più spontanea e felice prodotta nella giornata della mamma. Poi l’espressione guerriera di Donyell Malen che firma al minuto 101 la carica giallorossa dopo averla avviata al 22′. Faccio finta di apprezzare questo finale dedicato all’Europa anche se da sempre mi fanno ridere le tre squadre aggiunte oggi all’Inter come se avessero vinto qualcosa. A Napoli Conte è invitato a firmare il secondo posto con un Bologna disarmato, ma io non dimentico quel che mi disse un giorno lo sportivo eccellente Enzo Ferrari:” Il secondo è solo il primo degli ultimi”.

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]