TOSCANA, SÌ UNANIME A LEGGE SU BULLISMO E CYBERBULLISMO

Sì unanime dell’Aula alla nuova legge, di iniziativa consiliare, “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e cyberbullismo”, che ha come prima firmataria Ilaria Giovannetti (Pd). L’atto, che prevede un finanziamento di 50mila euro entro fine 2019 per promuovere azioni di prevenzione e di contrasto al fenomeno del bullismo e del cyber bullismo, ha l’obiettivo di tutelare e valorizzare la crescita educativa, sociale e psicologica dei ragazzi nei loro contesti di vita. Il presidente della commissione Sviluppo economico, cultura, istruzione e formazione Gianni Anselmi (Pd) ha rivolto un ringraziamento “ai consiglieri di tutti i gruppi politici che all’interno della commissione, in congiunta con la commissione Sanità, hanno dato un contributo solerte, veloce ed efficiente nel rispetto dei tempi” e anche “per il clima serio, franco e positivo che ha permesso di lavorare sul merito delle cose”.

“Si tratta di una proposta di legge voluta dai giovani – ha detto Giovannetti, illustrando l’atto. – La prima bozza fu portata dal Parlamento degli studenti in audizione in commissione Sanità. È stata concepita grazie al lavoro di incontri con tanti soggetti coinvolti: assessorati, Corecom, università, istituto degli Innocenti”. “Il campo di azione della legge è stato esteso dalla scuola ai luoghi di aggregazione giovanile, anche di ambito sportivo, e ai contesti ludici”.
Quattro sono le tipologie di azioni previste che la Regione promuove e sostiene: azioni di sostegno alla genitorialità, volte a fornire gli strumenti pedagogici e educativi ai genitori nel loro compito educativo all’autonomia, al rispetto e alla socialità; azioni svolte tra le persone di minore età con la metodologia dell’educazione tra pari; azioni rivolte alle persone di minore età e alle famiglie per l’uso consapevole degli strumenti informatici e della rete internet; azioni di monitoraggio del fenomeno e dell’efficacia delle misure di contrasto realizzate. Per concretizzare queste azioni, si parla di campagne di sensibilizzazione e di informazione rivolte agli insegnanti, agli studenti e alle loro famiglie; di corsi di formazione per studenti; programmi di formazione per il personale scolastico e educativo.

Nell’atto si prevede che a beneficiare dei finanziamenti per questi interventi potranno essere i Comuni singoli o associati, le scuole di ogni ordine e grado, le aziende del sistema sanitario regionale, gli enti di ricerca e le Università degli studi. Un altro aspetto importante della legge è l’istituzione del Comitato regionale per la lotta al bullismo e al cyber bullismo, il cui compito sarà quello di proporre alla Giunta azioni per il contrasto e la prevenzione di questi fenomeni; collaborerà con gli assessorati regionali competenti e con gli operatori sul territorio alla promozione di iniziative volte alla diffusione della conoscenza delle norme di buon comportamento e di sicurezza in rete; fornirà indirizzi, pareri, informazioni e studi in materia. È previsto, da parte della Regione, il monitoraggio su queste politiche, con l’invio annuale al Consiglio regionale di una relazione. Del Comitato faranno parte: l’assessore competente in materia di diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria; l’assessore competente in materia di istruzione, formazione e lavoro; l’assessore alle infrastrutture informatiche e sicurezza; i presidenti delle commissioni consiliari competenti; il presidente della commissione Pari opportunità; il Garante per l’infanzia e l’adolescenza; il presidente del Corecom; il presidente dell’Istituto degli Innocenti; il presidente dell’ordine degli psicologi della Toscana; un rappresentante designato dal mondo sportivo; un rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale; due rappresentanti, con parità di genere, del Parlamento degli studenti.

“Quando si parla di cyber bullismo, la questione non può essere declinata in maniera banale – ha detto il presidente della commissione Sanità, Stefano Scaramelli – La vulnerabilità di un ragazzo oggi può essere lesa anche nella solitudine della sua camera, il luogo che in passato rappresentava il rifugio da un atto di prevaricazione accaduto sull’autobus, sul campo di calcio, a scuola”. “Oggi la società è chiamata ad affrontare una questione spinosa, l’utilizzo responsabile dei mezzi di comunicazione”. Scaramelli ha ricordato che “sarà attivato un numero verde specifico” attraverso il quale personale professionalmente qualificato del Centro di ascolto regionale garantisce funzione di ascolto, informazione e orientamento ai servizi sociosanitari presenti sul territorio appositamente dedicati. “La base culturale di questa legge – ha concluso Scaramelli – è il rispetto dell’altro, verso cui tendere la mano e mai da prevaricare”.

Apprezzamento per le buone intenzioni della legge arriva dalla Lega. “In Toscana nell’ultimo anno si registra un aumento di episodi di bullismo e cyber bullismo del 20 per cento – ha detto Luciana Bartolini. – Qualcosa va fatto, altrimenti si rischia la piaga sociale. Occorre però affrontare il problema con politiche educative mirate, personale formato e genitori coinvolti, in particolare nelle scuole dove avvengono la maggior parte degli episodi”.
“Bulli si diventa, non si nasce; e non dobbiamo pensare che la prevenzione si faccia nella scuola – afferma Paolo Sarti (Sì- Toscana a sinistra). – La scuola non è responsabile”. Sarti si dice soddisfatto del sostegno alla genitorialità, inserito nella legge grazie ad un suo emendamento. “Tutto nasce dal passaggio tra gli zero e i 6/7 anni, quando i genitori devono dare ai figli autonomia, rispetto e socialità. Sostenere la genitorialità significa parlare di prevenzione altrimenti si parla solo di contrasto a bullismo e cyber bullismo”. “Gli interventi saranno difficili, perché si dovrà entrare nelle famiglie e aiutarle a stare in contatto con i giovani”.

“Le mie proposte sono state accolte, soprattutto per quanto riguarda il riferimento alla legge regionale sulle discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”. Così è intervenuta Monica Pecori (gruppo Misto), “perché – ha aggiunto – sappiamo bene che fenomeni di bullismo interessano anche queste persone”.
“Finalmente si arriva alla discussione di una proposta di legge – commenta Marco Casucci (Lega) – che segue l’approvazione di una mia mozione del marzo 2017 e una proposta di risoluzione del 2019”. “Un buon inizio – aggiunge – su un argomento delicato, da affrontare insieme con la massima determinazione, anche se i soldi sono ancora pochi”.

Secondo Serena Spinelli (gruppo Misto-Tpt), “la legge prova a creare un meccanismo di connessione” tra agenzie educative, istituzioni, scuola, enti locali”. La speranza della consigliera è che “questa legge, a un certo punto, non serva più”, perché – spiega – “quando ci troviamo a dover monitorare, controllare, prevenire, comprendere e curare significa che molto purtroppo non abbiamo fatto e, allora, siamo già sconfitti in partenza”. “Dobbiamo prendere consapevolezza della solitudine” e “aiutare a costruire le comunità come cooperanti, vive e in grado di farsi carico delle difficoltà”.
Sulla stessa linea l’intervento di Andrea Quartini (M5S). “Condivido le riflessioni di Spinelli, perché quando occorre normare certi comportamenti, in termini sociali e politici abbiamo fallito”. “Il bullismo era più diffuso in passato, oggi abbiamo il fenomeno nuovo, drammatico e incontrollabile del cyber bullismo: basta un clic per rovinarsi, la causa e l’effetto sono immediati, simultanei e irreversibili con conseguenze che spesso si realizzano quando le persone sono adulte”. “È importante intervenire, perché questo fenomeno sfugge al nostro controllo”. Quartini ha espresso apprezzamento per gli emendamenti presentati dal M5S e accolti in legge, soprattutto per il riferimento al sexting (invio di testi o immagini sessualmente esplicite tramite Internet o cellulare, ndr).

“Mi associo a chi ha espresso determinazione nel rendere efficace questa legge – interviene Paolo Marcheschi (FdI). – Va applicata a un fenomeno che dimostra un malessere della nostra società”. “È necessario – ribadisce il consigliere – un uso consapevole dello strumento, ma anche che l’alfabetizzazione venga fatta tra i propri pari. Spesso, infatti, i messaggi dati da genitori o insegnanti restano inascoltati, mentre i messaggi tra ragazzi hanno più efficacia”.

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]