Toscana, Giani “Per il reddito di inclusione occorre una rimodulazione fisiologica, ma è una misura apprezzata”

FIRENZE (ITALPRESS) – In merito alla misura del reddito inclusione “avevamo messo una serie di condizioni che evidentemente è bene togliere perché abbiamo le risorse per poter allargare l’ambito delle persone che possono godere di questo processo. Era un po’ preventivo, quando sperimenti una nuova misura parti con più rigidità per poter progressivamente allargare le maglie consentendo a un numero di persone in grado di essere poi soddisfatte nella domanda. Quindi c’è una rimodulazione fisiologica che comunque si inserisce in una misura che ho visto apprezzata”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, parlando del fatto che dopo il varo del reddito di inclusione da parte della stessa Regione Toscana lo scorso 2 aprile, poche persone vi hanno avuto accesso.

Giani poi rivolgendosi ai giornalisti ha aggiunto: “Io vi avevo preavvertito che noi saremmo partiti da una posizione più oggettiva e quindi inevitabilmente più rigida per vedere i numeri, anche perché è la prima volta che noi lo sperimento e di conseguenza sappiamo che avevamo quel quid, 23 milioni, e conseguentemente volevamo capire di non andare oltre, ma di creare le condizioni perché forse una cifra sufficiente per dare risposta al tema del disoccupato che ormai non ha ammortizzatori sociali, ma che deve essere sostenuto anche in una forma di bonus, non parlo di salario, ma insomma in una forma di bonus mensile, quello di 500 euro accanto alla gratuità della formazione per riciclare la propria professionalità”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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