Torino pronta ad abbracciare oltre 500 familiare di vittime innocenti di mafia

TORINO (ITALPRESS) – I primi familiari arriveranno in aereo da Sicilia, Calabria e Puglia, in treno con partenza Napoli con Roma, Firenze, Bologna e Milano arriveranno gli altri familiari. La città di Torino è pronta ad accogliere in un grande abbraccio le centinaia di familiari di vittime innocenti provenienti da tutta Italia in occasione della XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera, con il Patrocinio della Rai e del Comune di Torino e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

La Giornata promossa da Libera, dal 2017 è stata riconosciuta dallo Stato e vedrà una grande partecipazione di giovani, associazioni, gruppi, rappresentanti delle istituzioni, del sindacato, del mondo della scuola, della cultura, dello sport.

Il programma prevede un’anteprima domani, presso il gruppo Abele l’inaugurazione della mostra “Il graffio poetico” con le vignette realizzate dal 2018 ad oggi da Mauro Biani per le inchieste del premio Roberto Morrione.

Venerdì 20 marzo, più di 500 di familiari provenienti dalla Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, dal Nord Italia, dall’Europa, America Latina e Africa si ritroveranno alle ore 15 presso la Cavallerizza Reale, per l’Assemblea Nazionale, a seguire la Veglia ecumenica presso la Basilica Cattedrale di San Giovanni Battista.

Il programma della giornata del 21 marzo a Torino prevede la partenza del corteo da Piazza Solferino alle ore 9.00 per arrivare a Piazza Vittorio dove alle 11.00 inizierà la lettura dei 1117 nomi delle vittime innocenti delle mafie. Semplici cittadini, magistrati, giornalisti,appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore, hanno compiuto il loro dovere. Alle 12 intervento conclusivo di don Luigi Ciotti. Nel pomeriggio si svolgeranno i seminari di approfondimento per gruppi e scuole.

Erano circa 300 i nomi delle vittime innocenti letti in piazza del Campidoglio il 21 marzo 1996, durante la I Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Dopo trentuno anni, l’elenco che sarà letto dal palco di Torino conta 1.117 nomi.

“Centinaia e centinaia di storie, di cui siamo venuti a conoscenza grazie ai familiari delle vittime e a tanti cittadini e cittadine che, scavando nella storia dei propri territori, hanno contribuito a trasformarle in memoria collettiva – spiegano gli organizzatori -. I nomi inseriti quest’anno in elenco sono 16 di cui 5 minori. Un lungo elenco, ogni anno arricchito di nuovi nomi, di nuove storie. Un elenco che leggiamo come uno strumento di lotta intersezionale, perché questi nomi non raccontano solo di vittime di mafia in senso stretto, raccontano lavoratori sfruttati, ci dicono di amministratori onesti isolati, di donne colpite nella loro autonomia, di migranti, imprenditori che hanno detto no al ricatto che sono vittime di corruzione. Racconta questo elenco quindi le diverse forme di oppressione economica, sociale, di genere, territoriale, di cui le mafie sono capaci che si intrecciano con gli altri sistemi di potere”.

“Torniamo a Torino vent’anni dopo – sottolineano i promotori -. Il Piemonte è un territorio che ha avuto un ruolo centrale nella nascita e nello sviluppo della rete di Libera. Proprio a Torino, nel 1993, nasce il mensile Narcomafie (oggi lavialibera), promosso – dal Gruppo Abele, come strumento di conoscenza e approfondimento sui fenomeni mafiosi. Oggi Torino vive trasformazioni e fragilità sociali profonde. A Torino, come in tutta Italia, le situazioni di vulnerabilità sociale aprono varchi che le mafie e le economie criminali possono sfruttare per consolidare consenso e potere. Per questo il contrasto passa anche dalla capacità di riconoscere i bisogni sociali, di costruire comunità inclusive e di fare in modo che nessun? resti esclus?, perché sono i diritti il vero argine contro le mafie. La Giornata 2026 vuole essere un’occasione per rileggere questi cambiamenti, – rimettere al centro le storie delle vittime e rilanciare un impegno collettivo capace di generare futuro”.

Lo slogan scelto “Fame di verità e giustizia”, aggiungono, “chiama la piattaforma politica del trentennale di Libera. Una fame che diventa desiderio collettivo di nutrirsi di giustizia, di verità, di responsabilità condivisa, per superare le tante forme di fame di diritti e di futuro che la mafia e le ingiustizie sociali continuano a produrre. Come la formica, simbolo della manifestazione di quest’anno, si nutre per alimentare la propria comunità, così anche noi siamo chiamati a trasformare la nostra fame in energia collettiva. E contemporaneamente chiediamo che la politica si faccia promotrice di azioni che portino chi ha più risorse ad avere uno ‘stomaco sociale’, per generare azioni redistributive e inclusive. Saremo a Torino per ricordare che oltre l’80% dei familiari delle vittime innocenti di mafia non conosce la verità e non può avere giustizia e ricordare che la memoria fa paura alle mafie: non può essere ingabbiata nel passato, archiviata. Va vissuta nel presente. A Torino per ribadire che la lotta alla mafia non è solo un ricordo del passato, ma una realtà viva e presente che richiede un impegno costante. La mafia oggi è fortemente infiltrata nell’economia e nella politica, e richiede, rispetto al passato un più attenzione e consapevolezza da parte di tutti i cittadini. E per sottolineare l’importanza di far emergere le cose belle e positive che sono presenti in ogni città, quelle azioni concrete che dimostrano l’impegno di chi si rimbocca le maniche”, concludono.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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