CATANIA (ITALPRESS) – “La Sicilia è chiamata ad accelerare” e può “ricoprire un ruolo guida per l’energia sostenibile in tutto il Continente”. È quanto sottolinea il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un videomessaggio trasmesso oggi, nel corso della giornata di apertura di HeySun 2026, l’Expo della Transizione Energetica in programma a Catania.
Nel messaggio, il Mimit ha evidenzia il ruolo del Mezzogiorno, “diventato un hub innovativo, culturale e scientifico nel cuore del Mediterraneo”, e della Sicilia in particolare, indicata come protagonista nel processo di transizione energetica. “Qui si mettono in mostra tutte le tecnologie indispensabili alla transizione: dal fotovoltaico al solare termodinamico, dall’eolico alla geotermia, dal vettore idrogeno ai sistemi di accumulo, fino alle tecnologie per lo sviluppo del nucleare di nuova generazione”, ha sottolineato il ministro Urso.
Il riferimento è anche agli Small Modular Reactor, “realizzati in aree industriali“, definiti nel videomessaggio una tecnologia “sicura, basata su nuove tecnologie, pulita, compatta, trasportabile”, in grado di contribuire nel lungo periodo a ridurre la dipendenza dall’estero e a rafforzare l’autonomia strategica europea nella produzione energetica. Parallelamente, Adolfo Urso ha evidenziato la crescita delle rinnovabili. “Dall’avvio della legislatura, la produzione di energia elettrica da questo tipo di fonti è aumentata di oltre il 40%”, viene sottolineato. In questo quadro, “la Sicilia è protagonista”.
Nel biennio 2023-2024, secondo i dati citati nel videomessaggio, “l’85% della nuova capacità rinnovabile autorizzata in Italia si è concentrata proprio nella regione Sicilia” e nei prossimi cinque anni sono “in attesa di autorizzazione circa 40 gigawatt di potenza”. Per il Mimit si tratta di “un potenziale enorme” che può consentire alla Sicilia di assumere un ruolo di riferimento nell’energia sostenibile, accanto alla posizione già acquisita nei settori delle telecomunicazioni e della microelettronica.
Tra gli esempi citata dal ministro delle Imprese la candidatura di Palermo come hub europeo per il controllo dei cavi marittimi nel Mediterraneo e lo sviluppo dell’Etna Valley. A Catania, è stato ricordato, STMicroelectronics sta realizzando un piano di investimenti da 5 miliardi di euro, nell’ambito di un investimento complessivo di 12 miliardi in Italia. Il piano viene definito “il più significativo autorizzato dalla Commissione Europea, il più importante d’Europa”.
Sempre a Catania, il videomessaggio del ministro Urso ha richiamato il ruolo di 3Sun, gruppo Enel, sostenuta attraverso Transizione 5.0 e che sarà ulteriormente supportata dal nuovo Piano Transizione 5.0, con incentivi all’autoproduzione da fonti rinnovabili attraverso tecnologia europea. L’obiettivo è fare dello stabilimento “il più importante e significativo” impianto di produzione di pannelli fotovoltaici in Europa.
Per raggiungere questi obiettivi, però, “servono procedure più rapide e certe”, con un “vero e proprio shock autorizzativo” per i nuovi impianti e i nuovi progetti fotovoltaici. Un processo che, è stato sottolineato, dovrebbe avvenire “con il supporto delle Regioni e il coinvolgimento dei territori e delle comunità locali”. “Bisogna superare gli ostacoli che in altre Regioni vengono frapposti senza comprendere in fondo quanto questo progetto sia assolutamente necessario per l’autonomia strategica dell’Italia e della nostra Europa”, ha evidenziato Urso.
Il Mimit ha richiamato infine la necessità di rafforzare la filiera industriale e le competenze, attraverso “il dialogo tra università, centri di ricerca e imprese“, il sostegno alle piccole e medie imprese che innovano e gli investimenti nella formazione tecnica e professionale. “Oggi la Sicilia è chiamata ad accelerare: dovrà percorrere con decisione le strade dell’innovazione scientifica e tecnica, grazie alla forza del suo tessuto produttivo e alle competenze sempre più diffuse”, ha concludo in videomessaggio il ministro Urso. “Insieme a voi e alle imprese possiamo procedere sulla strada giusta”.
TAMAJO “LA SICILIA HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER ESSERE PROTAGONISTA”
“La Sicilia ha tutte le carte per essere protagonista della nuova economia dell’energia. La transizione ecologica non deve essere vissuta come un costo o un obbligo, ma trasformata in una leva di sviluppo: più innovazione, più investimenti, imprese più competitive e nuove opportunità di lavoro qualificato”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive Edmondo Tamajo, intervenendo oggi a Catania all’incontro “Idrogeno per la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile in Sicilia”, quinta tappa del tour “H2InComune”, promosso da H2IT e RENAEL. L’appuntamento, ospitato al Centro fieristico di Misterbianco nell’ambito di HeySun 2026, mette a confronto istituzioni, imprese, università e centri di ricerca sulle prospettive dell’idrogeno.
“Quando parliamo di idrogeno e di nuove tecnologie energetiche – sottolinea Tamajo – parliamo anche di politica industriale. La vera sfida è portare innovazione dentro le nostre aziende e creare in Sicilia filiere ad alto valore aggiunto. Abbiamo competenze, università, ricerca e un tessuto imprenditoriale che vuole crescere: dobbiamo riuscire a mettere insieme queste energie e trasformarle in sviluppo”.
Per Tamajo, la posizione della Sicilia nel Mediterraneo può rappresentare un vantaggio nella trasformazione in corso. “La nostra Isola non può limitarsi a essere un luogo di passaggio dell’energia. Dobbiamo puntare a essere il luogo in cui l’energia genera impresa, tecnologia e occupazione. È questo il salto di qualità che vogliamo favorire. La Sicilia deve attrarre investimenti e, allo stesso tempo, mettere le proprie imprese nelle condizioni di partecipare alle nuove filiere industriali”.
L’assessore richiama anche il ruolo della collaborazione tra istituzioni, imprese e sistema della conoscenza. “Nessuna transizione si realizza da soli. Servono investimenti, ricerca, competenze e una forte collaborazione tra istituzioni, università e mondo produttivo. La Regione vuole accompagnare questo processo, sostenendo l’innovazione e creando condizioni favorevoli per chi sceglie di investire e produrre in Sicilia”.
Infine, Tamajo pone l’accento sulle ricadute economiche e occupazionali: “La transizione avrà senso se riusciremo a trasformarla in opportunità concrete per i siciliani. Innovazione e sostenibilità devono significare anche fabbriche, imprese competitive, nuovi mestieri e lavoro per i nostri giovani. La Sicilia non deve inseguire il cambiamento: deve avere l’ambizione di guidarne una parte”.
-Foto xo5/Italpress-
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