GENOVA (ITALPRESS) – “Non si può banalizzare, cercare lo slogan o il decretino spot per incassare un consenso immediato, come sta facendo il governo”. Così, in merito all’omicidio del 18enne Youssef Abanoub, accoltellato da un compagno di scuola a La Spezia, la sindaca di Genova Silvia Salis, in un’intervista a Repubblica.
“È fondamentale mettere in campo delle politiche sociali e culturali che affrontino il fenomeno nella sua complessità”, sottolinea la prima cittadina, che parlando della maggioranza dice: “La loro ricetta è sempre la stessa: sanzioni e repressione. Cosa risolvi quando chiedi a una famiglia – che magari non ha neanche i soldi per l’affitto – di pagare una multa di 500 o 1000 euro perché il figlio ha commesso un reato?”. “Bisogna smettere di ignorare il disagio delle nuove generazioni, che non è solo sociale – aggiunge -. Si presta pochissima attenzione al sostegno psicologico”.
I sindaci, secondo Silvia Salis, “si sentono inascoltati e sono anche bersaglio di continui attacchi politici. Trovo grotteschi i post di ministri, consiglieri e deputati di destra che accusano le grandi città di essere insicure perché sono amministrate dal centrosinistra. O non sanno che la sicurezza è responsabilità del governo – e questo è grave – oppure manipolano la realtà per screditare i sindaci che non siano della loro parte politica”.
In finanziaria “sono previste zero risorse anche per la polizia di Stato, che in questo momento ha 11 mila unità di organico sotto la dotazione di legge. E poi vengono a puntare il dito contro i sindaci”, commenta.
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(ITALPRESS).









