Spaccio nella periferia Est di Roma, 9 arresti

ROMA (ITALPRESS) – Androni dei palazzi trasformati in “salottini” della droga, cassonetti in depositi, oasi verdi “piantumate” con lo stupefacente ed edicole adibite a snodi di trattative e di scambio: sono alcuni degli espedienti escogitati dai pusher per alimentare il mercato della droga nella periferia est della Capitale. Al termine delle indagini, sono nove i pusher arrestati dalla polizia e quattro i consumatori colti nella flagranza dello scambio droga-denaro. Tra gli androni trasformati in veri e propri “salottini” dello spaccio, un trentatreenne romeno aveva organizzato il proprio punto di vendita nell’atrio esterno di uno stabile di via Beata Chiara Bosatta.

Dopo un breve contatto preliminare in strada con il complice, un ventiquattrenne romano incaricato di filtrare la clientela, gli acquirenti venivano indirizzati verso una ringhiera adiacente all’atrio, dove si perfezionava lo scambio tra droga e denaro. I Falchi hanno interrotto il copione, sorprendendo il pusher mentre prelevava le dosi da una fessura ricavata alla base di una colonna, utilizzata come nascondiglio dello stupefacente. All’interno del vano gli agenti hanno sequestrato oltre trenta involucri di cocaina pronti per la vendita. Per i due complici è scattato l’arresto. Il terzo a finire in manette è stato invece un giovane, originario del Marocco, che aveva “travestito” un cassonetto della spazzatura in droga tra Viale Palmiro Togliatti e Via Cerignola. Forte del suo nascondiglio “pronto uso” e di un sistema rodato di vedette, il pusher stazionava nei pressi di un’edicola, pronto a recuperare le dosi all’occorrenza.

Il blitz è scattato proprio nel corso dei tre scambi droga-denaro susseguitisi nel giro di pochi secondi, consentendo di bloccarlo in flagranza e di sequestrare 14 involucri di cocaina. Contestualmente, sono stati intercettati e sanzionati anche i tre clienti con cui aveva perfezionato lo scambio. Sempre in Viale Palmiro Togliatti, tre complici, un uomo e due donne, avevano allestito la loro base operativa intorno a dei vasi “innestati” con lo stupefacente. I Falchi hanno ricostruito una linea d’azione collaudata: mentre una delle donne fungeva da filtro, gestendo la trattativa ed intrattenendo i clienti nei pressi di una farmacia, l’altra era posizionata nei pressi di due palazzi popolari, preposta a curare la fase delle consegne, mentre l’uomo coordinava l’intera filiera recuperando le dosi da smistare e gli incassi. I Falchi hanno interrotto la sequenza operativa traendoli in arresto. Per un acquirente, colto all’apice della cessione, è scattata la denuncia e la segnalazione in Prefettura.

Dai vasi gli investigatori hanno “sradicato” oltre 100 involucri di cocaina. Altre dosi della medesima sostanza e di hashish erano occultate dalle due donne all’interno di pacchetti di sigarette e nel reggiseno. Nelle calzature, invece, custodivano oltre 200 euro in contanti. Agivano in stile vendita “ecogreen” anche due pusher che facevano base a Tor Bella Monaca. I Falchi li hanno sorpresi mentre “curavano” la loro vegetazione di cocaina e hashish allestita alla base di un albero, recuperando oltre 80 dosi. Sono state, infine, le soste “a singhiozzo” di un veicolo fermato in via di Borghesiana a svelare ben oltre lo scambio droga-denaro fotografato dagli agenti. La successiva perquisizione domiciliare ha infatti disvelato una vera e propria “officina abusiva”, allestita nel cortile dell’abitazione familiare, dove sono stati rinvenuti accessori e motori di auto risultate provento di furto ed altre componenti di carrozzeria. Per l’uomo, romano di 51 anni, sono scattate le manette per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché la denuncia per ricettazione.

– Foto screenshot video Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

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