SIAMO IN RIPRESA O IN CRISI ? DIPENDE DA COME SI GUARDA

Fra poco le squadre si raduneranno per dar luogo a un’altra stagione “memorabile”, ma un po’ tutti ci chiediamo se il nostro calcio si e’ ripreso, oppure e’ ancora in crisi. Dipende. Il bicchiere ad alcuni sembra mezzo pieno, ad altri mezzo vuoto, come tutte le cose del nostro Bel Paese, perennemente in bilico. Dipende: gia’, ma da cosa ? Se parliamo di nazionali, un anno fa eravamo in crisi nera, fuori dai Mondiali e con la prospettiva di una situazione grave: la gestione Ventura aveva lasciato delle macerie, sembrava che non ci fossero piu’ giocatori in grado di risollevare le sorti della nostra Nazionale. La BBC stava tirando le cuoia, non c’erano prospettive esaltanti. Bisognava scegliere fra poche scartine del nostro campionato. E’ arrivato un Mancini dal volto sorridente e ottimista e ha detto che i giocatori c’erano e non era il caso di disperare e ha cosparso di pensieri ottimistici l’ambiente azzurro. Le sue sembrarono boutades, e invece…Dopo una partenza così così la sua squadra ha cominciato a vincere e adesso tutto sembra filare in modo ideale: la Nazionale maggiore e’ in testa al girone di qualificazione europea, c’e’ una certa abbondanza di giocatori su cui contare; le Under hanno fatto buoni risultati e la “21” ha vinto due partite su tre, ma potrebbe non essere ripescata fra le migliori seconde perche’ dipende dai risultati delle altre: Francia, Romania… Fra le mura del nostro pallone echeggia la parola “biscotto”. Noi ricordiamo benissimo l’Europeo del Portogallo, nel 2004 quando, per mandarci fuori strada Danimarca e Svezia, paesi di grande tradizione sportiva e di integerrima moralita’ avrebbero dovuto pareggiare 2-2. Non 0-0 o 1-1. Che fecero ? Pareggiarono giusto 2-2, naturalmente. Era successo anche a Germania e Austria -altre serissime Nazionali, esempi della serieta’ sportiva- ai Mondiali del 1982 in Spagna, che fecero un bel “biscotto” ai danni dell’Algeria. Non ci meraviglieremmo troppo se accadesse ai danni degli azzurrini anche stavolta. Certo, nella squadra di Di Biagio sono successi fatti poco simpatici (ritardo agli allenamenti) da parte di Kean e Zaniolo, ma il calcio e’ cosi’: ci sono anche ragazzacci con le tasche piene di soldi che sgarrano. Fra i fatti positivi c’e’ anche l’entusiasmo scatenato dalla Nazionale femminile che potrebbe andare lontano e ricordiamo negli anni ’70 quando assistemmo a Torino alle prime esibizioni di un certo rilievo, accompagnate dalle ironie generali. Dalla tribuna qualche buontempone (?) urlava alle Gigi Riva in gonnella di quei tempi incitandole “andate a fare la calza” o di “preparare un bel minestrone”. Ma, tornando al discorso iniziale, se per i colori azzurri le cose sembrano andare bene, come vanno nel calcio di club, mentre la campagna acquisti impazza ? Beh, non altrettanto in maniera ineccepibile, a giudicare dai debiti e dalle polemiche. A parte la Superlega, la cui idea sembra essere stata respinta dalla maggioranza delle societa’ italiane e straniere perche’ svilirebbe i campionati nazionali, andando ad argomenti piu’ terra terra, le polemiche non mancano. A parte il fatto che le squadre italiane non vincono piu’ una Champions da quasi dieci anni (nel 2010 la conquisto’ Inter nell’anno del triplete), un altro Ronaldo forse non verra’ facilmente. Si parla di De Light, un difensore molto bravo dell’Ajax, che la Juve acquisterebbe al modico prezzo di 65 milioni, vedremo cosa faranno le altre società. I tifosi sono in subbuglio perche’ l’ex “napoletano” Sarri e’ passato alla Juve e l’ex juventino Conte all’Inter. Ma queste sono polemiche da basso tifo. Piuttosto, non ci manchera’ lo scandalo di prammatica: quello delle scommesse, che abbiamo importato dalla Spagna, per la circostanza. E’ stato aperta un’indagine perche’ dal paese iberico e’ arrivata notizia di una “Operazione Oikos”, secondo cui Cagliari e Frosinone fecero di proposito un 1-0 su un rigore segnato da Joao Pedro e causato goffamente da Zampano. Dobbiamo crederci ?