San Marino, costante contatto con tre connazionali in Cina

Si è svolta a Palazzo Begni la conferenza stampa per illustrare le azioni messe in campo dalla Repubblica di San Marino per affrontare l’epidemia scoppiata in Cina dal nuovo coronavirus (Covid-19). Alla conferenza stampa hanno preso parte il segretario di Stato agli Affari Esteri Luca Beccari e il segretario di Stato alla Sanità Roberto Ciavatta e i responsabili del Gruppo di coordinamento per le emergenze sanitarie, quali il Direttore Sanitario dell’Istituto per la Sicurezza Sociale Mara Morini, il capo della Protezione Civile Fabio Berardi e il direttore dell’Authority Sanitaria Gabriele Rinaldi. Fin dal momento in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza globale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Gruppo di coordinamento di San Marino ha attivato e predisposto tutte le proprie procedure e protocolli operativi. La task force infatti, è stata istituita già dal 2009 e il gruppo di coordinamento si è attivato costantemente anche negli eventi epidemici mondiali successivi, quali l’influenza suina, la Sars o per il virus H1N1. La Repubblica quindi non è stata colta impreparata dall’emergenza globale dovuta al nuovo coronavirus, adottando le indicazioni provenienti dagli organismi internazionali e dalle autorità sanitarie quali l’OMS.

Gli intervenuti hanno chiarito subito che non ci sono sammarinesi che siano rientrati o che debbano rientrare in Repubblica e provenienti dalle aree ad alto rischio, le cosiddette “Zone rosse” in Cina, da dove è anche impossibile uscire se non previ accordi con il governo della Repubblica Popolare Cinese e solo attraverso cordoni sanitari e periodi di quarantena in strutture a controllo sanitario. Diverso è invece il caso di rientri da altre zone, non considerate ad alto rischio. È stato ricordato come l’Italia abbia bloccato i voli diretti dalla Cina già il 27 gennaio e poi disposto controlli in tutti gli aeroporti a partire dal 4 febbraio, con team di medici, infermieri e personale della Protezione Civile dotati di strumentazione adeguata. Il rientro a San Marino di cittadini che abbiano viaggiato all’estero o l’arrivo di turisti sul nostro territorio, avviene quindi dopo aver superato controlli sanitari. “Siamo costantemente in contatto con i tre connazionali che al momento si trovano in Cina, per supportarli qualora ne abbiano bisogno durante le varie fasi del rientro in Repubblica – afferma il Segretario di Stato Beccari – e invitiamo ulteriormente chi ancora si trovi in Cina e debba rientrare a contattarci per poter ricevere l’assistenza necessaria da parte dei funzionari del Dipartimento Affari Esteri e dei Consolati di San Marino, laddove presenti, in eventuali luoghi di transito. L’incontro di oggi è importante per chiarire i principali dubbi relativi al Coronavirus, perché talvolta di fronte alle emergenze sanitarie si alimenta la disinformazione ed è dunque necessario attivarsi per chiarire i numerosi dubbi dei cittadini interessati”.

“Lo scopo di questa conferenza stampa – dichiara il segretario di Stato alla Sanità Roberto Ciavatta – è quello di tranquillizzare la cittadinanza, non per sottacere rischi, ma al contrario, perché obiettivamente i rischi che l’epidemia raggiunga San Marino sono bassi e non abbiamo previsioni di un aggravarsi della situazione. Quello che dobbiamo fare però è essere pronti a qualsiasi evenienza e possibilità, come sta facendo il Gruppo di coordinamento. Al di fuori dalla Cina il numero di contagi è molto più limitato. E i dati ci confermano che fuori dalla Cina e Hong Kong, la mortalità è ridotta a un caso nelle Filippine. L’allerta globale è alta e anche noi ci siamo subito allertati ai massimi livelli, e le dimensioni del nostro paese ci permettono di essere più snelli e veloci. Possiamo quindi seguire con attenzione anche i due rientri di cittadini che avverranno nei prossimi giorni”. “Il tavolo per le emergenze sanitarie è costituito da molti anni – ricorda il Direttore Sanitario dell’ISS, Mara Morini -. La nostra prima preoccupazione è stata quella di fronteggiare il rischio di infezioni. implementato i protocolli di sorveglianza e le procedure per il comportamento dei sanitari. Ci siamo mossi secondo le indicazioni più precise date dall’OMS, rapportandoci poi anche con il ministero della Salute Italiano e cercando di allinearci anche con la regione più di riferimento che è l’Emilia Romagna e nello specifico con l’ospedale di Rimini. Il reparto delle Malattie Infettive di Rimini, cui abbiamo contatti diretti, è quello con cui sono stati rivisti i protocolli per l’eventuale trasferimento di un caso sospetto. Come Gruppo abbiamo svolto già 6 riunioni e ieri pomeriggio abbiamo anche incontro il personale sanitario e socio sanitario per ricordare i comportamenti coerenti da tenere in ogni situazione”.

“L’epidemia da nuovo coronavirus ha una complessità enorme e sta coinvolgendo tutto il pianeta assumendo una dimensione mediatica non trascurabile – afferma il capo della Protezione Civile Fabio Berardi – e non può essere trascurata la reale preoccupazione della cittadinanza che deve poter ricevere le informazioni adeguate, in presenza di comunicazioni che non sempre sono coerenti. Va ricordato che la situazione è dinamica e può cambiare e per questo il Gruppo di Coordinamento è sempre aggiornato e tiene costanti e quotidiani rapporti con le autorità internazionali. Va chiarito l’equivoco che si può generare in seguito ai rientri con voli militari. Il caso italiano è avvenuto per persone provenienti dalla zona rossa. Gli altri rientri da viaggi internazionali al di fuori delle zone ad alto rischio, avvengono regolarmente e superati i controlli sanitari agli aeroporti, porti e molto probabilmente alle stazioni ferroviarie, le persone hanno libera circolazione”. “Il lavoro che si sta svolgendo a San Marino – rassicura il Direttore dell’Authority Sanitaria, Gabriele Rinaldi – è di reale interconnessione tra la politica e i tecnici per garantire, come dichiara l’OMS, che nessuno venga lasciato indietro, identificando il prima possibile i soggetti che potrebbero essere a rischio e garantire che gli eventuali pazienti vengano trattati nel miglior modo possibile in strutture con le terapie più aggiornate. E garantire sistemi di comunicazione trasparenti, corretti e rispettosi dei dati in essere”.
(ITALPRESS).

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