MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) – L’Artico non è più soltanto una frontiera climatica ed energetica, ma uno spazio nel quale Mosca vede convergere sicurezza militare, nuove rotte commerciali e competizione strategica. È la tesi sviluppata dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov nell’articolo “La cooperazione internazionale nell’Artico: sfide e opportunità”, pubblicato su Arctic.ru.
Secondo Lavrov, la Nato starebbe conducendo una “militarizzazione della regione” attraverso Arctic Sentry, grandi esercitazioni e nuovi elementi di comando nelle alte latitudini. “Una simile attività militare nell’Estremo Nord crea minacce dirette alla sicurezza della Russia“, scrive, avvertendo che il rischio di incidenti potrebbe innescare “uno scontro armato con conseguenze potenzialmente catastrofiche”. Per Mosca, gli Alleati intenderebbero “trasformare l’Artico in un nuovo fronte di confronto” destinato a contenere lo sviluppo russo e quello dei suoi partner. Lavrov promette “risposte adeguate, comprese misure asimmetriche” e avverte che, se necessario, gli interessi nazionali saranno difesi “con tutti i mezzi disponibili”. Il confronto militare è tuttavia soltanto una componente della strategia delineata dal ministro.
Con il progressivo arretramento dei ghiacci, sostiene, aumenteranno accessibilità delle risorse e rilevanza delle rotte settentrionali: l’Artico starebbe già assumendo “un ruolo insostituibile nel garantire collegamenti commerciali stabili” davanti alle crescenti interruzioni delle catene logistiche, soprattutto negli stretti strategici dell’Oceano mondiale. Il 19 agosto un portacontainer proveniente dalla Cina ha raggiunto per la prima volta Murmansk attraverso la Rotta marittima settentrionale, asse che Mosca considera parte essenziale del Corridoio di trasporto transartico.
La Russia punta così a consolidare la cooperazione con Cina e India e apre a Brasile, Indonesia, Iran e altri Paesi Brics. Sullo sfondo resta la crisi del Consiglio Artico, sostanzialmente paralizzato dal 2022. Mosca si dice pronta a ripristinarne la piena attività, ma avverte che, se gli altri membri procedessero senza la Russia, dispone di “territori, logistica, tecnologie e partner affidabili” per realizzare autonomamente i propri programmi.
L’obiettivo dichiarato è più ampio: fare dell’Artico “parte integrante dello spazio continentale di sicurezza e cooperazione in Eurasia”, saldando sviluppo economico, accesso alle risorse, logistica e proiezione strategica nell’Alto Nord.
– Foto Ipa Agency –
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