ROMA (ITALPRESS) – La riduzione della dispersione scolastica ELET – seguendo il trend dello scorso anno – continua a registrare considerevoli progressi: nel 2025 il tasso di abbandono precoce si è attestato all’8,2% e, secondo le stime INVALSI, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026. Si conferma così, con ampio anticipo, il superamento del traguardo del 9% fissato dall’Unione Europea per il 2030, consolidando un risultato di grande rilievo per il sistema educativo italiano. Ciò significa che sempre più giovani rimangono nei percorsi di istruzione e formazione, con effetti positivi sull’inclusione, sull’equità sociale e sulle opportunità future. E’ quanto emerge dal Rapporto Nazionale INVALSI 2026. Questo ampliamento della platea scolastica comporta contestualmente un aumento della complessità interna del sistema educativo. Una quota significativa di studenti, che prima avrebbe interrotto il percorso scolastico, infatti, oggi rimane nel sistema presentando talvolta maggiore fragilità negli apprendimenti. I dati più recenti mostrano, tuttavia, un quadro incoraggiante. La dispersione implicita registra una diminuzione importante (l’8,7% nel 2025, il 6,3% nel 2026: 2,4 punti percentuali in meno rispetto al 2025). Si tratta del dato più basso di tutta la serie storica. Sarà importante monitorare l’andamento nei prossimi anni per verificare se questa riduzione si consoliderà nel tempo.
Gli studenti e le studentesse della scuola secondaria di secondo grado mostrano buone competenze digitali in tutte le quattro aree rilevate (alfabetizzazione su informazione e dati; comunicazione e collaborazione; creazione di contenuti digitali; sicurezza). Gli allievi e le allieve della classe seconda della scuola secondaria di secondo grado raggiungono almeno il livello Intermedio (livello atteso per questo grado scolare) in percentuale sempre superiore all’80% e circa 6-7 giovani su 10 concludono la scuola secondaria di secondo grado raggiungendo il livello avanzato, previsto per questo grado scolare, emerge.
In Italiano la percentuale di bambini e bambine che raggiunge almeno il livello base è pressoché costante nei due gradi osservati (seconda primaria: 66% nel 2025; 67% nel 2026. quinta primaria: 75% nel 2025; 73% nel 2026). In Matematica rispetto al 2025 si registra un calo di circa tre punti nella percentuale di bambini e bambine che raggiungono almeno il livello base nei due gradi osservati (seconda primaria: 67% nel 2025; 64% nel 2026. quinta primaria: 66% nel 2025; 63%nel 2026). Anche per quanto riguarda l’Inglese sia in Listening che in Reading in V primaria si registra una stabilità della percentuale di alunne e alunni che raggiunge il prescritto livello A1 del QCER rispetto allo scorso anno (Reading: 91% nel 2025; 91% nel 2026. Listening: 86% nel 2025; 85% nel 2026). Nella scuola secondaria di primo grado nel 2026 la quota di studenti che raggiunge risultati almeno adeguati, ossia in linea con quanto stabilito dalle Indicazioni nazionali, in Italiano si attesta al 57% (59% nel 2025), mentre in Matematica la quota è del 55% (56% nel 2025), con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese, ma con andamento simile.
In Inglese la quota di studenti che raggiunge il prescritto livello A2 è rispettivamente: l’83% in Reading (83% nel 2025) e il 70% in Listening (70% nel 2025). Si tratta di un risultato molto positivo rispetto all’inizio della rilevazione (2018) che conferma l’aumento di ben 9 punti percentuali la quota di allievi/e che raggiunge il livello A2 in Reading e di 16 punti percentuali in Listening registrato già l’anno scorso. In alcune regioni del Mezzogiorno si riscontra un maggior numero di allievi e allieve con livelli di risultato molto bassi. Gli esiti nella scuola secondaria di secondo grado evidenziano che nelle classi seconde in Italiano il 62% degli studenti raggiunge almeno il livello base (pressoché invariato rispetto al 2025: 61%) – si legge ancora nel rapporto -, mentre in Matematica si osserva un leggero miglioramento rispetto al 2025 della quota di studenti che raggiunge il livello base: il dato nazionale passa dal 54% del 2025 al 55% del 2026, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese.
Per quanto riguarda l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, in Italiano nel 2026 si osserva un miglioramento diffuso rispetto al 2025. A livello nazionale la percentuale di studenti e studentesse che raggiungono almeno il livello di adeguatezza sale dal 52% del 2025 al 54% del 2026, con progressi in tutte le macro-aree. Anche in Matematica si registra un miglioramento diffuso a livello nazionale: si passa dal 49% del 2025 al 52% del 2026, con il Mezzogiorno che mostra i segnali più incoraggianti: il Sud cresce dal 40% al 45% e il Sud e Isole dal 38% al 41% rispetto al 2025. In Inglese nel 2026 riprende decisamente la crescita osservata negli anni passati: il 63% degli studenti e delle studentesse raggiunge il livello previsto dal QCER B2/B1+ (55% nel 2025) in Reading e il 48% in Listening (44% nel 2025). Il Mezzogiorno mostra i segnali più incoraggianti dove la crescita rispetto al 2019 è molto rilevante.
VALDITARA “ABBANDONO SCOLASTICO CHE SCENDE E’ RISULTATO STRAORDINARIO”
“Il tasso di abbandono scolastico che scende è un risultato straordinario. Abbiamo 520mila ragazzi che hanno un futuro, che sono tolti dalla strada, dal divano, che sono sottratti al lavoro nero e, in alcuni casi, anche alla criminalità. Questo è il dato più importante per contrastare lavoro nero, criminalità organizzata e il fenomeno dei maranza”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nel corso della presentazione il Rapporto nazionale “Le prove Invalsi 2026”. “Ringrazio per questa accelerazione le scuole italiane, ringrazio il decreto Caivano perché se in alcune Regioni è crollato l’abbandono scolastico è grazie a questo. C’è una eccezione in una Regione che mi ha fatto riflettere: la provincia di Prato che vede una dispersione e abbandono pazzeschi, lì bisogna intervenire e non è un caso che la Toscana sia unica Regione in controtendenza che addirittura supera la Campania per dispersione – aggiunge -. La nostra scuola sta funzionando egregiamente per formare i nostri ragazzi sulle competenze digitali. Quindi, abbandoni in continuo calo, competenze, la riforma dei programmi che è sempre più necessaria”.
– foto IPA Agency –
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