CATANIA (ITALPRESS) – Dialoghi sull’energia nucleare sostenibile, il format creato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha fatto tappa nella provincia etnea, in un clima di collaborazione con Unioncamere, per mettere a confronto istituzioni, imprese e portatori di interesse sulle ormai imminenti prospettive sul futuro energetico della nazione, che “in questo sforzo sta mobilitando i migliori cervelli”. A sottolinearlo è stato il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervistato dal direttore del quotidiano La Sicilia, Antonello Piraneo, quotidiano media partner dell’iniziativa.
L’incontro si è svolto nell’Aula magna dell’Università di Catania. A fare gli onori di casa è stata la prorettrice Lina Scalisi, che ha posto l’accento sull’importanza che riveste l’Ateneo nello sviluppo delle energie alternative. A seguire il saluto del sindaco e quello del presidente della Camera di commercio del Sudest. Enrico Trantino ha sottolineato il forte impegno dell’ente alla promozione dello sviluppo delle fonti alternative energetiche, che in termini economici significa sviluppo economico e sociale della comunità, nella fattispecie quella catanese.
Dal canto suo Antonio Belcuore ha ricordato come la Camera di commercio del Sudest abbia già investito qualcosa come 10 milioni di euro favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili, a favore soprattutto delle giovani imprese. Quindi è intervenuto Gilberto Pichetto Fratin, per illustrare come il ministero da lui diretto si sta muovendo, a seguire le relazioni degli esperti che partecipano alla realizzazione del progetto governativo.
“E’ un lavoro di prospettiva – ha anticipato il rappresentante del governo, nel corso di un incontro con la stampa – alla luce del fatto che il piano energetico non potrà essere considerato tale se non prima del prossimo decennio. Chi governa questo Paese ha l’obbligo di pensare al dopo e non solo alla gestione contingente”.
E ha parlato delle tappe di avvicinamento a questo traguardo, non nascondendo che esistono numerose insidie in questo percorso. Intanto ha confermato che è stato calendarizzato l’iter. Entro mercoledì prossimo il Ddl dovrebbe essere licenziato. Entro la fine dell’anno sono previsti i relativi decreti attuativi, quindi saranno definite le procedure del cosiddetto “permittin”, ossia il modello di Agenzia di controllo e di trasparenza e comunicazione. La produzione dovrebbe quindi iniziare fra il 2033-2034.
“A iter ultimato – ha detto il ministro – è assai probabile che qualcuno si faccia promotore di un referendum abrogativo, come è avvenuto sul finire degli anni Ottanta. Personalmente sono fiducioso, in quanto i sondaggi sul gradimento di questa iniziativa di sviluppo energetico complessivo e del nucleare in particolare della quale ci siamo fatti carico ci danno ragione e vedo attorno al nostro progetto tanti giovani interessati. Il nucleare che stiamo sostenendo è un nucleare di ultima generazione. Sul finire degli anni Ottanta, votare contro il referendum abrogativo fu un errore del quale adesso stiamo pagando lo scotto di una politica energetica della quale si è avvantaggiata, ad esempio la Francia, che le sue centrali costruire a ridosso dell’Italia paga la metà dell’attuale crisi che noi stiamo vivendo”.
I reattori del terzo millennio non sono quelli di prima generazione e rappresentano un elemento di garanzia e di qualità per il futuro, ha sostenuto Gilberto Pichetto Fratin, che ha aggiunto: “Il tema è che l’incidenza del cambiamento climatico è innegabile. Il Mediterraneo essendo un mare chiuso ha avuto punte di tre gradi oltre quella della media stagionale e questo determina conseguenze devastanti. Noi pensiamo all’incidenza che questo comporta sulle biodiversità marine. In questi ultimi quattro anni da parte del governo Meloni c’è stato un aumento in modo massiccio di tutto il settore legato alle energie rinnovabili e bisogna continuare su questa strada. Dobbiamo pensare all’idroelettrico, al fotovoltaico, al geotermico, all’eolico e anche ad un certo tipo di fossile”.
Infine, con il sorriso sulle labbra all’intervistato che confessava di avere indossato la spilla con il sole che ride durante la campagna referendaria per il no al nucleare, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha risposto: “All’epoca io non ho indossato la spilla; aderivo al Partito repubblicano e noi repubblicani eravamo convintamente favorevoli al nucleare. Io non ho cambiato idea a maggiore ragione di questo nucleare che è di gran lunga più affidabile in termini di sicurezza, grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie”.
-Foto xq4/Italpress-
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