Onu, la morte di Hammarskjöld resta un mistero ma Guterres rilancia l’inchiesta

di Stefano Vaccara

NEW YORK (USA) (ITALPRESS) – Sessantacinque anni dopo, le Nazioni Unite non si arrendono e insistono con la domanda: chi ha ucciso Dag Hammarskjöld? La morte del secondo Segretario generale dell’ONU, precipitato con il suo aereo nella notte tra il 17 e il 18 settembre 1961 mentre era impegnato in una missione di pace in Congo, continua a sollevare interrogativi. All’ipotesi che si sia trattato di un incidente non ci crede più nessuno, invece si insiste a seguire la traccia di un attacco deliberato che resta al centro delle indagini.

Il Segretario generale António Guterres ha trasmesso al presidente dell’Assemblea generale il nuovo rapporto dell’ex presidente della Corte Suprema della Tanzania, Mohamed Chande Othman, incaricato di approfondire le circostanze della tragedia nella quale morirono anche i membri della delegazione che accompagnava Hammarskjöld. Secondo il rapporto, le indagini riaperte dall’Assemblea generale nel 2014 hanno prodotto progressi significativi, anche negli ultimi mesi. Tra gli elementi approfonditi figurano il possibile coinvolgimento di piloti mercenari o altri agenti in un’azione deliberata contro l’aereo, il tipo di velivolo eventualmente utilizzato per l’attacco, la presenza di attori stranieri e le circostanze delle operazioni di ricerca e soccorso.

La conclusione più importante è che rimane plausibile che la caduta dell’aereo sia stata provocata da un attacco o da una minaccia esterna. Restano tuttavia possibili anche altre due spiegazioni: il sabotaggio e l’errore umano involontario. Ma c’è un altro elemento che alimenta i sospetti: secondo Othman, è quasi certo che esistano ancora informazioni rilevanti mai rese pubbliche dagli Stati membri. Guterres chiede quindi ai governi di consegnare tutta la documentazione disponibile e garantire pieno accesso ai propri archivi. Sostiene inoltre la nomina di un nuovo investigatore indipendente per proseguire il lavoro.

“È mia profonda speranza che, con rinnovati sforzi collettivi e urgenza, riusciremo a stabilire tutta la verità su quella notte fatale”, scrive Guterres. “Abbiamo compiuto progressi significativi e dobbiamo garantire che la nostra ricerca non si concluda con un verdetto aperto”. Il mistero, dunque, resta. L’ONU considera sempre più concreta la possibilità di un’azione ostile, ma non ha ancora identificato responsabili né stabilito definitivamente la causa dello schianto. “Lo dobbiamo alle famiglie. Lo dobbiamo alle Nazioni Unite. È un nostro solenne dovere”, conclude Guterres.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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