
ROMA (ITALPRESS/ECONOMIADELLOSPAZIO) – La decisione della NATO di firmare una Lettera d’Intenti (LOI) per ampliare la propria capacità di Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (ISR) attraverso il MQ-4C Triton apre una nuova fase della cooperazione industriale transatlantica nel settore della difesa. L’iniziativa non punta soltanto a rafforzare la sorveglianza marittima dell’Alleanza, ma anche a valorizzare le sinergie con la flotta di velivoli senza pilota già in servizio e a coinvolgere l’industria europea nello sviluppo delle infrastrutture di supporto. La lettera d’intenti è stata sottoscritta nei giorni scorsi da quattro Paesi alleati in occasione del vertice NATO dedicato all’industria della difesa.
Qualora il programma venisse approvato, Northrop Grumman realizzerebbe e consegnerebbe i velivoli in collaborazione con la U.S. Navy, mentre partner industriali europei fornirebbero le stazioni di terra e l’infrastruttura per l’elaborazione dei dati. L’eventuale introduzione del MQ-4C Triton rappresenta l’evoluzione naturale delle capacità ISR già sviluppate dall’Alleanza attraverso i droni RQ-4D Phoenix, variante del Global Hawk, operativi dalla base di Sigonella, in Italia. Questi sistemi hanno fornito negli ultimi anni dati di intelligence, sorveglianza e ricognizione a supporto del processo decisionale dei comandanti NATO.
Dal punto di vista industriale, la comunanza tecnologica tra il Triton e la famiglia Global Hawk consentirebbe inoltre di sfruttare importanti economie di scala nelle attività di operazione, manutenzione e addestramento. La possibilità di condividere procedure, competenze e parte del supporto logistico ridurrebbe il costo complessivo del ciclo di vita della flotta, evitando la necessità di sviluppare un’infrastruttura completamente nuova. È uno degli elementi che rafforzano la sostenibilità industriale dell’iniziativa.
Secondo Jane Bishop, vicepresidente e direttrice generale della divisione Global Surveillance di Northrop Grumman, la collaborazione con la NATO e la U.S. Navy rafforzerà le capacità di sorveglianza terrestre e marittima dell’Alleanza. “Come Phoenix, Triton svolge attività di ISR ad altitudini più elevate e con maggiore autonomia rispetto ai sistemi a media altitudine ed è pronto a fornire alla NATO nuovi livelli di capacità e flessibilità operativa per monitorare e proteggere gli interessi marittimi dal Mediterraneo all’estremo Nord”, ha dichiarato.
Progettato per la U.S. Navy e la Royal Australian Air Force, il MQ-4C Triton supporta missioni di pattugliamento marittimo, intelligence dei segnali e ricerca e soccorso. Grazie alla capacità di operare ad alta quota per lunghi periodi e di condividere dati in tempo reale con altre piattaforme, il sistema amplia la copertura di sorveglianza marittima e migliora l’integrazione delle operazioni multidominio dell’Alleanza.
Per l’industria europea, il coinvolgimento previsto nella realizzazione delle componenti di terra e dei sistemi di elaborazione dei dati conferma la volontà della NATO di sviluppare programmi fondati sulla cooperazione industriale tra le due sponde dell’Atlantico. In questo contesto, il MQ-4C Triton non rappresenta soltanto un potenziamento delle capacità operative dell’Alleanza, ma anche un’opportunità per consolidare una filiera industriale condivisa, valorizzando le competenze già maturate con il programma Phoenix e favorendo una maggiore interoperabilità tra sistemi e operatori.
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