
ROMA (ITALPRESS) – L’Artico non rappresenta più soltanto un teatro periferico della sicurezza euro-atlantica, ma uno dei principali laboratori nei quali la NATO sta sperimentando la propria trasformazione operativa. È in questo contesto che il Carrier Strike Group britannico, imperniato sulla portaerei HMS Prince of Wales, opera oggi direttamente sotto il comando operativo dell’Alleanza nell’ambito della Enhanced Vigilance Activity Arctic Sentry, contribuendo al rafforzamento della postura militare lungo il fianco settentrionale. Lo comunica il NATO Joint Force Command Norfolk, precisando che il gruppo navale britannico costituisce uno dei principali strumenti attraverso cui l’Alleanza consolida deterrenza, interoperabilità e capacità di risposta rapida nel Nord Atlantico e nell’Alto Nord.
Per un periodo prolungato il principale gruppo aeronavale del Regno Unito verrà inserito nella catena di comando della NATO, confermando l’evoluzione dell’Alleanza verso un modello di integrazione sempre più stabile delle capacità nazionali. Arctic Sentry non è una semplice esercitazione, bensì un quadro operativo permanente attraverso il quale vengono coordinate missioni, attività di sorveglianza ed esercitazioni multinazionali, con l’obiettivo di garantire una presenza continua nelle regioni artiche e nord-atlantiche, oggi tornate al centro della competizione strategica.
Il nucleo della capacità operativa è rappresentato dagli F-35B Lightning II dell’809 Naval Air Squadron della Fleet Air Arm e del 617 Squadron della Royal Air Force, che assicurano una capacità di combattimento di quinta generazione rapidamente proiettabile sull’intero teatro operativo. “La HMS Prince of Wales apporta al fianco settentrionale della NATO una significativa capacità marittima e aeronautica”, sottolinea il comunicato del Joint Force Command Norfolk. “Al centro di questo contributo vi sono gli F-35B Lightning II dell’809 Naval Air Squadron e del 617 Squadron della Royal Air Force, che forniscono una capacità di combattimento di quinta generazione rapidamente proiettabile in tutta la regione”. La campagna operativa del Carrier Strike Group ha già attraversato le principali attività dell’Alleanza nel Grande Nord.
Nel mese di maggio la formazione britannica ha preso parte a Dynamic Mongoose 2026, la principale esercitazione NATO dedicata alla guerra antisommergibile e alla lotta antinave, organizzata dalla Norvegia e diretta dall’Allied Maritime Command (MARCOM). Navi di superficie, sommergibili, velivoli da pattugliamento marittimo, elicotteri antisommergibile e strutture multinazionali di comando e controllo hanno operato congiuntamente per incrementare la capacità alleata di individuare, tracciare e neutralizzare minacce subacquee nel Nord Atlantico e nell’Artico. Secondo la NATO, l’esercitazione ha dimostrato come Arctic Sentry sia in grado di sincronizzare attività nazionali e multinazionali sotto un unico quadro operativo, migliorando la consapevolezza situazionale e preservando la libertà di manovra in uno spazio marittimo sempre più conteso.
Il contributo britannico si è successivamente esteso al dominio aereo con la partecipazione a Ramstein Flag 2026, durante la quale il Carrier Strike Group è stato integrato con le forze aeree alleate impegnate in Finlandia e nell’Europa settentrionale. Gli F-35B, affiancati dagli elicotteri Merlin e Wildcat, hanno operato insieme ad assetti provenienti da diciotto Paesi, sperimentando missioni di rifornimento in volo e procedure di hot-pit refuelling su infrastrutture stradali finlandesi.
Tali attività hanno contribuito alla validazione del concetto di Agile Combat Employment (ACE) sviluppato dall’Allied Air Command, finalizzato a disperdere le forze aeree su molteplici basi avanzate, aumentarne la sopravvivenza contro attacchi missilistici e garantire la continuità delle operazioni anche in ambienti altamente degradati. La portaerei britannica contribuisce inoltre alla resilienza operativa dell’Alleanza attraverso una componente spesso meno visibile ma strategicamente essenziale: il supporto sanitario. A bordo della HMS Prince of Wales è infatti disponibile una struttura Role 2 dotata di capacità chirurgica d’urgenza, in grado di valutare, stabilizzare e trattare rapidamente personale gravemente ferito prima del trasferimento verso strutture sanitarie di livello superiore. In un teatro caratterizzato da enormi distanze, condizioni meteorologiche estreme e infrastrutture limitate, questa capacità rappresenta un moltiplicatore operativo determinante.
– Foto Ipa Agency –
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