ROMA (ITALPRESS) – “C’è una scarsa attenzione alla maturazione e all’indipendenza dei giovani: nell’interesse nazionale questa tendenza va invertita. Troppi giovani lasciano l’Italia, ma il sistema produttivo reclama manodopera”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Pontedera, in occasione della Festa del Lavoro. “Le cronache ci restituiscono quotidianamente notizie di lavoratori e lavoratrici che perdono la vita – prosegue Mattarella, – La sicurezza sul lavoro è un dovere che non consente distinguo. La lotta alle incurie deve coinvolgere tutti, istituzioni e società: non facciamo ancora abbastanza per tutelare la sicurezza di chi lavora: la coesione sociale richiede che lavoro e tutela dei lavoratori siano effettive e le parti sociali sono chiamate a contribuirvi con i loro valori. Una delle sfide future riguarda l’intelligenza artificiale: Carlo Cattaneo affermava che le innovazioni della scienza si coniugano alle fatiche dell’officina, questa è una nuova frontiera con cui dobbiamo confrontarci oggi. In vista del 1 maggio rivolgo un saluto ai sindacati, che domani si ritroveranno a manifestare insieme a Roma, e ai giovani”.
“Siamo a Pontedera per celebrare oggi, con la presenza del ministro del Lavoro, il lavoro italiano, fondamento essenziale della nostra convivenza, del nostro progredire, della nostra vita democratica. Domani, 1° maggio, è la festa dei lavoratori di tutto il mondo: anticiparne la celebrazione in questo luogo così iconico ricorda il cammino del nostro Paese con le sue fatiche e i suoi successi, il dinamismo che ha fatto breccia nei mercati e nell’immaginario collettivo, sottolinea la tessitura della solidarietà e dei diritti in fabbrica e fuori di essa”, ha detto. “Il lavoro plasma il nostro essere e il nostro futuro. contribuisce a far mettere radici e renderci artefici, protagonisti, responsabili della società che lasciamo a figli e nipoti – aggiunge Mattarella -. Domande e bisogni segnano le fisionomie delle società. La produzione di ricchezza e la sua distribuzione alimentano la qualità della vita, il benessere della comunità, realizzano i valori a cui si ispirano la nostra convivenza e la nostra cultura, caratterizzano la sostenibilità sociale del nostro modo di essere. Il lavoro è attore preminente nella realizzazione degli obiettivi di solidarietà sociale assegnati dalla Costituzione: la modernità modifica i ruoli propri al lavoro nella società contemporanea, la velocità nell’innovazione è sempre più cifra di questo nostro tempo. L’accelerazione tecnologica, peraltro, non conduce alla eliminazione del lavoro, ma alla sua trasformazione: una trasformazione che, in questo cambiamento d’epoca, rischia di condurre anche a forme di una sua svalutazione, rischio da prevenire e scongiurare. Il lavoro è presidio della società, è espressione della libertà della persona e dell’intera comunità, è dignità, è strumento di partecipazione e di costruzione: l’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia”.
“L’industria è pilastro per l’Italia, quella manifatturiera contribuisce al Pil nazionale nella misura del 15%: seconda in Europa, ottava nel mondo, la manifattura italiana è veicolo fondamentale e motore di crescita”. “Per essere attori e non piatti curatori di un’eredità passata sappiamo che non serve attardarsi a misurare sterilmente la realtà sulle immagini rimandate dallo specchietto retrovisore ma occorre guardare avanti – continua Mattarella -. Ci deve guidare la capacità di innovazione basata sulla sostenibilità, lungimirante elemento di guida per la resilienza delle aziende in un mondo sempre più complesso. Pesano le fragilità dell’economia internazionale sulle nostre aziende, pesano i conflitti e le guerre: per produttività e capacità di innovazione registriamo in Europa un deficit competitivo. Occorre eliminare al più presto le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni, bisogna orientare gli investimenti nei settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita – sottolinea il capo dello Stato -: è una consapevolezza diffusa fra i membri dell’Unione, tant’è vero che la Commissione ha ritenuto di proporre un regolamento, dal significativo titolo Provvedimento di accelerazione industriale, ispirato al rapporto Draghi e diretto a rafforzare la base industriale continentale, a promozione del Made in Unione Europea. È tempo di visione, non di misure di corto respiro: è tempo di procedere, con coraggio, sulla strada dell’integrazione europea”.
“L’occupazione femminile in Italia è anch’essa cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato: tuttavia resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea”. “Il divario di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni – prosegue Mattarella – sui fattori strutturali e sui contesti territoriali, ma anche sulla qualità del lavoro e sui servizi per favorire la conciliazione con gli altri impegni di vita”.
– foto Quirinale –
(ITALPRESS).









