Malta, il deficit cala nettamente grazie all’aumento delle entrate nel 2025

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il deficit del governo maltese si è ridotto in modo significativo a 237,2 milioni di euro, pari al 2,2% del PIL, alla fine del 2025, rispetto ai 750,4 milioni di euro (3,4% del PIL) registrati l’anno precedente. I dati relativi al quarto trimestre evidenziano una solida crescita delle entrate e una diminuzione della spesa pubblica, fattori che hanno contribuito al miglioramento della posizione fiscale.

Tra ottobre e dicembre, le entrate governative hanno raggiunto i 2,46 miliardi di euro, con un aumento di 311 milioni rispetto allo stesso periodo del 2024. L’incremento è stato trainato soprattutto da maggiori introiti fiscali, in particolare dalle imposte sulla produzione e sulle importazioni, sul reddito e sulla ricchezza, nonché dai contributi sociali.

La spesa pubblica nello stesso periodo si è attestata a 2,69 miliardi di euro, segnando una diminuzione di 156,4 milioni su base annua. Il calo è stato principalmente dovuto alla riduzione dei trasferimenti in conto capitale, oltre a minori spese per salari e sussidi.

Gli adeguamenti contabili per allineare i conti pubblici agli standard europei basati sul principio della competenza hanno ulteriormente ridotto il deficit di 333,6 milioni nell’ultimo trimestre.

Il debito pubblico ha raggiunto gli 11,4 miliardi di euro a dicembre, pari al 46,4% del PIL, in aumento rispetto ai 10,6 miliardi dell’anno precedente, soprattutto a causa dell’incremento dei titoli di debito a breve e lungo termine. Nel frattempo, il debito garantito dallo Stato è sceso a 905,6 milioni di euro, ovvero il 3,7% del PIL.

Guardando al futuro, le previsioni economiche indicano una crescita graduale del PIL e la possibilità di un avanzo di bilancio entro il 2029 e il 2030. Tuttavia, tali stime non tengono conto dell’impatto potenziale di un nuovo sistema di trasporto di massa. Durante una conferenza stampa, il ministro delle Finanze Clyde Caruana ha dichiarato che il progetto è ancora in fase di studio di fattibilità e difficilmente partirà prima della fine del 2026, mettendo in guardia sui rischi finanziari. Il primo ministro Robert Abela ha promesso di rendere il progetto una priorità dopo le prossime elezioni generali, sebbene i piani aggiornati-ora stimati intorno ai 3 miliardi di euro-non siano ancora stati pubblicati.

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(ITALPRESS).

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