LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Una grande folla ha attraversato mercoledì sera le strade de La Valletta in solidarietà con la famiglia della giornalista assassinata Daphne Caruana Galizia, chiedendo giustizia e la fine dell’impunità. La manifestazione si è svolta dopo l’assoluzione dell’imprenditore Yorgen Fenech dall’accusa relativa al suo presunto coinvolgimento nell’omicidio di Caruana Galizia. La giuria lo ha assolto con otto voti contro uno.
L’evento era stato inizialmente organizzato come la consueta veglia mensile promossa da Repubblika e Occupy Justice, che si tiene il 16 di ogni mese per ricordare l’assassinio di Caruana Galizia, avvenuto il 16 ottobre 2017. Poiché il processo a Fenech si era protratto per gran parte dell’estate, gli organizzatori avevano previsto che la manifestazione potesse segnare un momento diverso.
L’assoluzione ha invece trasformato la veglia in una marcia di solidarietà, sostenuta pubblicamente da diverse ONG e organizzazioni dei media. Durante il corteo, i manifestanti hanno ripetutamente gridato “mafia”, insieme a richieste di giustizia e di fine dell’impunità. L’attivista di Occupy Justice Pia Zammit ha messo in discussione il linguaggio utilizzato per descrivere la situazione, chiedendo: “Come vogliono che la chiamiamo invece? Networking? È tutto normale?”. Nel corso della manifestazione sono intervenute anche Megan e Amy Mallia, nipoti di Caruana Galizia.
Megan ha letto una riflessione del nonno 87enne, Michael Vella, che ha ricordato un incontro familiare avvenuto nel giardino di Caruana Galizia alla fine di settembre del 2017, poco prima della sua uccisione. Vella ha ricordato quel pomeriggio trascorso a raccogliere olive insieme alla famiglia, ignara del fatto che i responsabili dell’omicidio stessero presumibilmente osservando la famiglia in quel momento. Amy Mallia ha parlato dell’esperienza vissuta dalla famiglia dopo l’assassinio, comprese le numerose offese pubblicate online e gli episodi di abuso verbale subiti in pubblico.
Ha chiesto la piena attuazione delle raccomandazioni contenute nell’inchiesta pubblica sull’assassinio della zia. Mallia ha inoltre esortato la popolazione a respingere disonestà, paura e omertà, sostenendo che la giustizia richieda di parlare, denunciare la corruzione e affrontare temi difficili. “Ogni singolo individuo ha il potere di dare forma a ciò che significa giustizia”, ha detto alla folla. “E noi abbiamo bisogno di giustizia. Per Daphne, per la nostra famiglia e per tutti noi a Malta e oltre”.
-Foto Occupy Justice-
(ITALPRESS).









