GENOVA (ITALPRESS) – I finanzieri della Compagnia di Chiavari e della Tenenza di Riva Trigoso, grazie all’incrocio delle risultanze presenti nelle numerose banche dati in uso al Corpo ed avvalendosi degli accordi contenuti nel protocollo d’intesa stipulato tra la Guardia di Finanza e l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, hanno individuato 60 collaboratori domestici, risultati essere evasori totali in quanto, pur avendo percepito compensi annui superiori alla no tax area (8.500 euro per i redditi del 2025), oltre la quale la legge impone l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, non vi avevano provveduto.
La consistente sacca di evasione fiscale era costituita, principalmente, da persone che, pur risultando regolarmente assunte e beneficiando del versamento dei dovuti contributi, avevano “dimenticato” di dichiarare al Fisco i redditi percepiti, per un ammontare complessivo di circa 4,5 milioni di euro, che sono stati segnalati ai competenti Uffici dell’Agenzia delle Entrate, per il recupero a tassazione di oltre 900 mila euro. In sostanza, si tratta di soggetti che stavano maturando una posizione ai fini pensionistici ed usufruivano dei servizi forniti dallo Stato ma non versavano le imposte dovute.
Positivi gli effetti, anche, sotto l’aspetto della compliance, in quanto le persone controllate, dopo le ispezioni della Guardia di Finanza, hanno iniziato a presentare, seppur tardivamente, le dichiarazioni dei redditi e, in molti casi, si sono avvalse delle possibilità, offerte dalla normativa tributaria, di versare spontaneamente le imposte (relative a redditi per circa 700 mila euro) e le sanzioni dovute, ancor prima di ricevere gli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate.
– Foto GDF –
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