Libia, Colicchi “Bengasi mercato strategico per le imprese italiane”

BENGASI (LIBIA) (ITALPRESS) – La riqualificazione del centro storico di Bengasi può aprire nuove opportunità per le imprese italiane, in particolare nei comparti della progettazione, del restauro, della conservazione e della rigenerazione urbana. È quanto sottolinea all’agenzia Italpress Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica, mentre è in corso nella città della Cirenaica una missione di una delegazione italiana promossa dalla Camera insieme al Fondo per lo Sviluppo e la Ricostruzione della Libia. La delegazione, guidata dal direttore generale della Camera Francesco Muraca, è impegnata il 29 e 30 settembre in sopralluoghi e incontri tecnici sul piano di recupero del centro storico. Il progetto comprende dieci operazioni, tra ristrutturazioni di edifici storici, ricostruzioni di immobili distrutti o demoliti e un intervento sul sistema urbano di Omar Al-Mukhtar Street. Tra gli edifici interessati figurano la Banca d’Italia, il vecchio ufficio postale, la Cassa di Risparmio, l’ex sede del Consiglio legislativo della Cirenaica e il palazzo Al-Manar. “Da oltre due anni le imprese italiane stanno consolidando la propria presenza in Cirenaica. Lo sviluppo di Bengasi e, più in generale, dell’intera regione rappresenta oggi uno dei fenomeni economici e infrastrutturali più interessanti del Mediterraneo”, afferma Colicchi.

Per il presidente della Camera di commercio italo-libica, la Libia presenta caratteristiche di particolare interesse per il sistema produttivo italiano. “Per le nostre imprese, in particolare per le piccole e medie aziende, la Libia costituisce un mercato di straordinario interesse: vicino all’Italia, complementare al nostro sistema produttivo e caratterizzato da una domanda crescente di competenze, tecnologie e capacità realizzative”, spiega. Colicchi richiama quindi il lavoro con il Fondo per lo Sviluppo e la Ricostruzione della Libia, diretto dall’ingegnere Belqasim Haftar. “La Camera di commercio italo-libica e il Fondo hanno avviato ormai da due anni un percorso di collaborazione che sta producendo risultati concreti. Da una parte c’è l’eccellenza del saper fare italiano; dall’altra, un interlocutore istituzionale in grado di accompagnare le nostre imprese e di offrire un quadro di maggiore affidabilità nelle relazioni commerciali, nei pagamenti, nella logistica e nello svolgimento delle attività sul territorio”, sottolinea. Secondo Colicchi, le missioni in corso a Bengasi possono contribuire a trasformare il dialogo istituzionale in collaborazioni operative. “Un esempio concreto è rappresentato proprio dalle missioni che abbiamo organizzato e che sono attualmente in corso a Bengasi sul tema della riqualificazione urbanistica, del restauro e della ricostruzione del centro storico”, dice.

“Si tratta di un patrimonio di particolare valore anche per l’Italia, perché una parte significativa degli edifici storici della città risale al periodo italiano e conserva una forte impronta architettonica italiana. È quindi un ambito nel quale le competenze italiane nella progettazione, nel restauro, nella conservazione e nella rigenerazione urbana possono offrire un contributo particolarmente qualificato”, prosegue il presidente della Camera. “Queste missioni stanno consentendo di mettere direttamente in contatto progettisti, imprese e competenze italiane con i soggetti libici responsabili dello sviluppo della città, con l’obiettivo di trasformare il rapporto istituzionale costruito in questi anni in progetti e collaborazioni operative”, aggiunge Colicchi. Quanto alle condizioni operative, il presidente della Camera di commercio italo-libica evidenzia che “oggi a Bengasi le imprese possono lavorare in un contesto organizzato, con un rapporto diretto con le istituzioni e con adeguate condizioni di sicurezza per il personale e per le attività”. “È un elemento importante, insieme alla possibilità di avere interlocutori chiaramente identificati e una filiera decisionale che consenta di portare avanti concretamente i progetti”, conclude.

– foto Italpress –

(ITALPRESS).

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