Libano, il premier Salam “Israele occupa 68 villaggi, Bint Jbeil sembra Gaza”

Nawaf Salam, Premier Ministre du Liban, lors d une declaration a la presse, a l Elysee. Nawaf Salam, Prime Minister of Lebanon, during a press statement at the ƒlysŽe Palace.//04SIPA_pool0194/Credit:Eric TSCHAEN-POOL/SIPA/2604220809

BEIRUT (LIBANO) (ITALPRESS) – Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha lamentato, in un’intervista al canale saudita Al Arabiya, che il 2 marzo “il Libano è stato trascinato” nella guerra tra Israele e Iran da Hezbollah, evento che ha portato all’occupazione israeliana di 68 villaggi e a una devastazione nel sud del Paese simile a quella di Gaza. “Prima della guerra avevamo ancora cinque postazioni occupate e stavamo cercando di ottenere il ritiro israeliano con il sostegno arabo e internazionale. Ora Israele occupa 68 villaggi”, ha dichiarato Salam.

Nonostante l’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore alla fine di novembre 2024, che prevedeva il ritiro completo dell’esercito israeliano dal Libano meridionale entro due mesi, le forze israeliane sono rimaste posizionate su almeno cinque colline vicino al confine.

Nel marzo 2026, in seguito alla ripresa della guerra, Israele ha lanciato una nuova operazione di terra, proseguita nonostante un ulteriore cessate il fuoco entrato in vigore il 17 aprile.

“Israele oggi occupa quasi metà del territorio a sud del Litani”, un fiume situato a 30 km dal confine, ha lamentato il primo ministro, in un momento in cui l’esercito israeliano vorrebbe creare una “zona cuscinetto” profonda dagli 8 ai 10 chilometri all’interno del territorio libanese. “Città come Bint Jbeil – località simbolica di Hezbollah – vengono distrutte e, a giudicare dalle immagini riprese dai droni, è impossibile stabilire se siano state fotografate a Bint Jbeil o a Gaza”, ha detto il premier di Beirut.

Salam ha ribadito la necessità di negoziati diretti con Israele, guidati dal presidente Joseph Aoun, per porre fine alla guerra e raggiungere un cessate il fuoco significativo. I negoziati si svolgeranno “nel rispetto della Costituzione”, ha detto, a due giorni dal terzo incontro a livello di ambasciatori di Lubano e Israele a Washington per preparare i colloqui diretti.

Il primo ministro libanese ha inoltre affermato che “la maggioranza dei libanesi sostiene i negoziati” e ha sottolineato che il governo “è attualmente concentrato sulla cessazione delle ostilità e sulla fine della guerra”, ribadendo il proprio impegno per “il ritorno degli sfollati nei loro villaggi e città”. Salam si è dichiarato “impegnato nella necessità di un ritiro completo di Israele da tutti i territori libanesi” e nel ritorno dei detenuti libanesi dalle carceri israeliane. Infine, ha ribadito che il Libano è aperto a discutere un accordo di pace, ma solo nel contesto più ampio dell’Iniziativa di pace araba del 2002, che subordina la normalizzazione dei rapporti tra i Paesi arabi e Israele alla creazione di uno Stato palestinese entro i confini del 1967.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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