BEIRUT (LIBANO) (ITALPRESS) – Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha ribadito la sua “gratitudine a papa Leone XIV per tutti gli sforzi profusi a sostegno del Libano nel raggiungimento delle sue richieste per la fine dell’occupazione e dell’aggressione israeliana sul suo territorio”. Lo scrive la presidenza libanese su X, dopo l’incontro in Vaticano fra il pontefice e Aoun.
Il capo dello Stato libanese “ha esortato il Papa a continuare a sostenere tali richieste, prima fra tutte l’obbligo per Israele di attuare i termini dell’accordo quadro, di cessare immediatamente gli attacchi contro villaggi e infrastrutture nel sud e contro i civili, e di ritirarsi dai territori occupati”.
Presso la Santa Sede, Aoun ha incontrato anche il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, e il Segretario di Stato vaticano per i Rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Richard Gallagher. Durante entrambi gli incontri, Aoun “ha espresso la gratitudine del Libano alla Santa Sede per tutti gli sforzi profusi a sostegno del Paese sin dalla recente visita del Papa” e “ha poi illustrato gli sviluppi politici, economici e sociali che il Libano ha attraversato negli ultimi tempi”.
Aoun “ha esortato il Papa e i funzionari vaticani a proseguire gli sforzi diplomatici in tutti i forum internazionali per soddisfare le richieste del Libano, prima fra tutte quella di costringere Israele ad attuare i termini dell’accordo quadro firmato sotto l’egida degli Stati Uniti il 26 giugno e a porre fine agli attacchi quotidiani, che prendono di mira in particolare civili, infrastrutture, strutture civili e villaggi nel sud del Paese” e “a sostenere il Libano nel raggiungimento di un completo ritiro israeliano dai territori libanesi occupati, aprendo la strada alla ricostruzione di ciò che Israele ha distrutto e al ritorno degli sfollati alle proprie case e ai propri villaggi”.
Aoun ha sottolineato che questi passi devono essere accompagnati dall’estensione dell’autorità dello Stato libanese su tutto il suo territorio e dal controllo esclusivo da parte dello Stato delle decisioni in materia di guerra e pace, quale unica via per garantire sicurezza e stabilità ai confini, conclude la presidenza.
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(ITALPRESS).









