L’Italia in giostra raggiunge il suo traguardo, è seconda nel girone dietro alla Francia, davanti all’incubo Belgio. E può continuare a sognare grazie ai gol di Scamacca, Calafiori e San Pio. L’orgoglio di Montella per buona parte della gara ha tuttavia affievolito lo spiritaccio di Mancini – fino a minacciare un pareggio dopo un’ora di gioco – che dopo lo spavento belga s’è dato al gioco del nove, tanti i cambiamenti di partita in partita. E’ la scelta di un selezionatore che guarda lontano, a un ritorno sulla scena mondiale, e tuttavia il Mancio è ringalluzzito troppo in fretta dopo la goleada di Bursa e il figurone di Parigi. Con la povera Turchia (un momento d’affetto per Montella) è andato bene il primo tempo grazie all’invenzione di Scamacca al 25′; più macchinosa la ripresa anche per i tanti cambiamenti non suggeriti dalla logica ma dalla ricerca manciniana che continua non solo nell’allenamento di Coverciano ma addirittura sul campo. E ci scappa – come dicevo – anche il gol del pareggio turco fortunatamente negato da Calafiori, vecchio idolo dei bolognesi.
Un CT che in carriera ha fatto esordire una settantina di ragazzi va capito se provoca tante sostituzioni da partita a partita – anzi applaudito – ma adesso che ha raggiunto il secondo posto in classifica sarà bene che realizzi una squadra non più sperimentale ma realistica. Il 3 a 1 di Bologna è dedicato a Malagò, al quale auguro di vincere la grottesca partita con la politica. Il Club Italia oggi ha quaranta giocatori.
Nel pomeriggio la dedica al presidente l’avevano firmata i ragazzi dell’Under 21. Fatemi dire subito – mi scuso con Mancini – che mi sono divertito più con i ragazzi di Baldini che con i Moschettieri. E cancello subito un dubbio: i polacchi scesi a Pescara non erano pellegrini ma i primi in classifica nel gruppo e dell’Europeo e la Polonia unica squadra che ha battuto l’Italia, all’andata. Oggi la Giovane Italia serbatoio della Nazionale è squadra vera alimentata dalle scelte di Baldini: tanto movimento offensivo scaturito da una felice disposizione difensiva. C’è gioco per tutti, così la possibilità di dedicare una valanga di gol agli avversari e agli spettatori. Sono sei firme per sei reti, una più bella dell’altra: Koleosho, doppietta di Neour, Lipani, Fini, Cherubini. Non chiedetemi più le origini di chi esibisce un nome esotico: sono tutti fratelli d’Italia. Dopo l’emozionante successo ho spedito un emoji solare al sor Silvio. Mi ha risposto:”Sono orgoglioso di allenare un gruppo di ragazzi straordinari”. Con una pioggia di cuoricini.
Italia, tra Mancini e Baldini la Giovane Italia non smette di sognare
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