ROMA (ITALPRESS) – A dicembre l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti in termini congiunturali dello 0,5% in valore e dell’1,7% in volume. Sul mercato interno si rileva una variazione nulla in valore ed un incremento del 2,3% in volume, mentre su quello estero si registrano aumenti dell’1,3% in valore e dello 0,7% in volume. Per il settore dei servizi si stima una crescita congiunturale dell’1,0% in valore e dello 0,8% in volume, con aumenti sia nel commercio all’ingrosso (+0,8% in valore e +1,3% in volume) sia negli altri servizi (+1,1% in valore e +0,8% in volume). Gli indici destagionalizzati del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano a dicembre un aumento congiunturale per i beni di consumo (+1,4%) e per i beni intermedi (+0,7%), mentre si rilevano diminuzioni per i beni strumentali (-0,2%) e per l’energia (-1,6%). Nel quarto trimestre del 2025 il fatturato dell’industria, in termini congiunturali e al netto dei fattori stagionali, è in crescita (+0,4% in valore e +1,1% in volume).
Nello stesso arco temporale, per i servizi, si registra un aumento dello 0,1% in valore e dello 0,3% in volume. A dicembre, il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, registra un aumento tendenziale in valore (+3,6%) e in volume (+4,8%). L’Istat stima una crescita sia sul mercato interno (+3,0% in valore e +5,0% in volume) sia su quello estero (+4,9% in valore e +4,2% in volume). Per il settore dei servizi, al netto degli effetti di calendario, si rileva un aumento tendenziale del 2,9% in valore e del 2,7% in volume, con una crescita sia nel commercio all’ingrosso (+1,1% in valore e +0,9% in volume) sia negli altri servizi (+4,7% in valore e +3,2% in volume). Gli indici corretti per gli effetti di calendario del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano, su base annua, una diminuzione per la sola energia (-15,6%), mentre si osserva un aumento per i beni intermedi (+2,3%), per quelli di consumo (+2,7%) e per i beni strumentali (+9,6%).
A GENNAIO INTERSCAMBIO COMMERCIALE CON PAESI EXTRA UE IN CALO
A gennaio l’Istat stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, una flessione congiunturale per entrambi i flussi, più ampia per le importazioni (-3,9%) rispetto alle esportazioni (-1,9%). La riduzione su base mensile dell’export è dovuta alle minori vendite di energia (-12,6%), beni strumentali (-7,4%) e beni di consumo durevoli (-2,6%); aumentano, invece, le esportazioni di beni di consumo non durevoli (+1,6%) e beni intermedi (+1,5%). Dal lato dell’import, la contrazione congiunturale è spiegata dai minori acquisti di beni intermedi (-13,2%) ed energia (-6,8%). Nel trimestre novembre 2025-gennaio 2026, rispetto al precedente, l’export cresce dello 0,9%; la crescita è sostenuta dalle maggiori vendite di beni intermedi (+6,4%) che compensano l’ampia contrazione dell’export di energia (-21,9%) e le moderate riduzioni delle vendite di beni di consumo non durevoli e beni strumentali (per entrambi -0,3%). Nello stesso periodo, l’import si riduce del 4,6%, per effetto dei minori acquisti di beni di consumo durevoli (-4,7%) e non durevoli (-13,4%) ed energia (-10,4%).
A gennaio l’export flette su base annua del 6,0% (era +5,1% a dicembre 2025). La flessione tendenziale dell’export verso i mercati extra Ue27 si deve principalmente alle minori vendite di energia (-38,0%) e beni strumentali (-15,1%); aumentano soltanto le esportazioni di beni intermedi (+5,3%). L’import registra una flessione tendenziale più marcata (-14,0%), che riguarda tutti i raggruppamenti ed è più ampia per energia (-31,4%). A gennaio l’avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è pari a +2.124 milioni (+370 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-3.194 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-4.577 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici sale da 4.947 milioni di gennaio 2025 a 5.318 milioni di gennaio 2026. A gennaio si rilevano flessioni su base annua delle esportazioni verso quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27; le più ampie riguardano paesi Mercosur (-18,5%), Giappone (-16,2%), Regno Unito (-14,8%), paesi Asean (-7,1%) e Stati Uniti (-6,7%). Aumentano soltanto le esportazioni verso Svizzera (+15,3%) e Cina (+14,5%). Tranne che dai paesi Mercosur (+1,9%), le importazioni da tutti i principali paesi partner extra Ue27 sono in calo su base annua. Le riduzioni tendenziali più marcate riguardano gli acquisti da paesi Opec (-31,8%), paesi Asean (-17,5%), Turchia (-17,2%) e Stati Uniti (-12,1%).
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