Interventi della Regione Emilia-Romagna per la salvaguardia e la cura degli alberi

BOLOGNA (ITALPRESS) – Ci sono cedri del Libano con tronchi che superano gli 8 metri di circonferenza, sequoie alte oltre 37 metri, e poi grandi querce, platani e tigli. Sono gli oltre 600 Alberi monumentali regionali (Amr) e d’Italia (Ami) che da secoli segnano il paesaggio dell’Emilia-Romagna, punti di riferimento naturali che attraversano generazioni e definiscono l’identità visiva di città, borghi e campagne. Un patrimonio di esemplari unici, di straordinario valore naturalistico, storico e paesaggistico, che la Regione – attraverso la legge regionale 28 dicembre 2023 – contribuisce ogni anno a salvaguardare con interventi dedicati alla cura, al monitoraggio e alla conservazione. Per il 2026 le risorse disponibili ammontano a 590mila euro e serviranno a finanziare 67 interventi su esemplari a tutela regionale e nazionale: dalle indagini sullo stato di salute e dalle verifiche strumentali agli interventi arboricolturali, dalle azioni per migliorare le condizioni del suolo e dell’apparato radicale agli interventi di consolidamento, fino alle opere necessarie alla protezione degli esemplari, alla tutela della pubblica incolumità e alla realizzazione della relativa segnaletica.

Confermato anche per il 2027 il sostegno regionale, con il nuovo bando rivolto ai proprietari pubblici e privati degli Alberi monumentali regionali e degli Alberi monumentali d’Italia e finalizzato a finanziare interventi di conservazione e salvaguardia, comprese le attività relative alle Zone di protezione dell’albero (Zpa). Il termine per la presentazione delle domande è stato prorogato al 30 ottobre 2026. “Continuiamo a investire nella salvaguardia di un patrimonio arboreo unico, fatto di esemplari che rappresentano un valore naturalistico, storico e paesaggistico straordinario per l’Emilia-Romagna– afferma l’assessora regionale a Parchi e Forestazione, Gessica Allegni-. Gli alberi monumentali sono elementi fondamentali per la biodiversità e per l’equilibrio del paesaggio, e costituiscono anche punti di riferimento identitari che raccontano il legame profondo tra ambiente, comunità e memoria dei territori. La loro conservazione è il primo obiettivo della legge regionale e delle azioni che ogni anno mettiamo in campo attraverso bandi e interventi dedicati. L’Emilia-Romagna è stata la prima Regione in Italia, già nel 1977, a dotarsi di norme per la tutela degli alberi monumentali: una scelta lungimirante che continuiamo a rinnovare per custodire e trasmettere alle future generazioni un patrimonio arboreo unico e irripetibile”.

Le risorse messe a disposizione dalla Regione serviranno a sostenere interventi mirati a mantenere in salute gli esemplari, migliorarne la funzionalità fisiologica, valutarne le condizioni di stabilità e tutelare le Zone di protezione dell’albero (Zpa). Una gestione che parte dalla conoscenza delle condizioni di ciascun albero: indagini fitopatologiche e biomeccaniche, verifiche strumentali e analisi del suolo e dell’apparato radicale permettono di individuare le effettive necessità dell’esemplare e calibrare di conseguenza gli interventi. L’obiettivo è superare una logica di interventi occasionali e favorire una gestione programmata nel tempo, affidata a professionalità specializzate e basata su metodologie adeguate alla complessità di alberi che, per età, dimensioni, struttura e condizioni vegetative, richiedono attenzioni specifiche. Una cura che riguarda anche il loro valore ecologico: gli alberi monumentali possono costituire habitat per numerose forme di vita e svolgere un ruolo importante per la biodiversità. Il sostegno regionale prosegue con il bando per il 2027, rivolto ai proprietari pubblici e privati di Alberi monumentali regionali (Amr) e Alberi monumentali d’Italia (Ami) e ai Comuni delegati dai proprietari.

I contributi coprono il 100% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 15mila euro per i singoli alberi e di 25mila euro per gruppi o filari. La scadenza per presentare domanda, già prorogata dal 31 luglio al 30 settembre, è stata ulteriormente posticipata alle ore 17 del 30 ottobre 2026, per consentire agli interessati di avere più tempo per acquisire la documentazione tecnica richiesta, in particolare le perizie fitopatologiche e le verifiche strumentali. Le domande dovranno essere inviate tramite Pec all’indirizzo [email protected] con raccomandata al Settore Aree protette, Foreste e Sviluppo zone montane della Regione Emilia-Romagna, viale Aldo Moro 30, 40127 Bologna.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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