CAGLIARI (ITALPRESS) – Si è insediato oggi l’Osservatorio Regionale sullo sfruttamento lavorativo in Sardegna, organismo che rappresenta l’attuazione concreta di una precisa volontà politica della Giunta Todde, inserita nel Piano Regionale di Sviluppo (PRS) 2024-2029, e che si configura come strumento stabile di analisi, monitoraggio e contrasto a ogni forma di irregolarità e abuso nel mercato del lavoro.
“Oggi diamo ufficialmente il via ai lavori dell’Osservatorio Regionale sullo sfruttamento lavorativo in Sardegna. Combattere lo sfruttamento lavorativo – ha detto l’assessora del Lavoro Desiré Manca – non è solo una scelta politica o un obiettivo amministrativo. È un imperativo morale e un dovere giuridico, che ci impone la nostra stessa dignità di istituzioni e di persone. Non stiamo parlando solo di ‘distorsioni del mercato’ o di ‘danno economico’, sebbene questi aspetti siano reali e pesanti. Stiamo parlando di diritti umani fondamentali”.
“Anche l’Unione Europea, con la Direttiva 2011/36/UE sulla tratta, e il nostro Codice Penale con l’art. 603-bis sul caporalato, tracciano una linea netta: lo sfruttamento è un crimine contro la persona – ha aggiunto -. Ignorarlo, o tollerarlo come ‘male necessario’ di certi settori produttivi, ci renderebbe complici. La nascita di questo Osservatorio, quindi, non è solo un atto formale, ma la traduzione operativa di un indirizzo politico chiaro: lo sviluppo della Sardegna non può prescindere dalla qualità del lavoro”.
Con questa riflessione, l’esponente della Giunta Todde ha dichiarato formalmente insediato l’Osservatorio regionale, alla presenza di tutti gli attori coinvolti: rappresentanti degli Ispettorati, delle parti sociali, delle Università e degli Enti Locali.
“Il PRS – ha aggiunto l’assessora – non parla solo di numeri occupazionali, ma di dignità: abbiamo previsto misure specifiche come il ‘Bonus per il lavoro dignitoso’, per premiare quelle PMI che offrono contratti stabili e tutelati, contrapponendoci nettamente alla logica del massimo ribasso che spesso alimenta le filiere dello sfruttamento. Lottare contro il lavoro nero significa anche combattere la ‘fuga dei talenti’ e lo spopolamento delle aree interne, fenomeni che trovano terreno fertile dove mancano diritti e prospettive certe”.
I dati dei più recenti rapporti – in particolare il VII Rapporto Agromafie e Caporalato 2024 dell’Osservatorio Placido Rizzotto – restituiscono una fotografia allarmante a livello nazionale, con oltre 200.000 lavoratori, solo nel settore dell’agricoltura, in condizioni di irregolarità e paghe medie che spesso non superano i 6.000 euro l’anno.
“Sebbene in Sardegna la situazione risulti meno endemica rispetto ad altre regioni – ha proseguito l’esponente della Giunta – non possiamo chiudere gli occhi davanti a segnali preoccupanti. Penso all’operazione ‘Senza Terra’ che ha coinvolto l’Oristanese, svelando un sistema di reclutamento illecito tra Arborea e Paulilatino, o alle irregolarità riscontrate dall’Ispettorato del Lavoro nei cantieri edili e nel settore turistico, dove i picchi stagionali spesso nascondono sacche di lavoro grigio e violazioni contrattuali”.
L’Osservatorio nasce sulle solide basi del progetto CASLIS (Contrasto allo Sfruttamento Lavorativo in Sardegna), avviato nel 2022 e conclusosi nel 2025, che verrà presto riavviato grazie a un nuovo finanziamento del Ministero del Lavoro, quintuplicato rispetto alla precedente dotazione: da 1 a 5 milioni di euro, a conferma del buon lavoro svolto.
Punto cruciale del metodo di lavoro saranno i dati. A tal fine, l’Assessorato ha già avviato le attività per un accordo specifico con SardegnaIT, finalizzato alla celere realizzazione della piattaforma informatica necessaria per condividere le informazioni sui flussi occupazionali, sugli infortuni e sulle comunicazioni obbligatorie.
“Considerato che per il 2026 abbiamo scelto di dedicare uno studio specifico al settore agricolo – ha concluso l’assessora – vi anticipo la mia volontà di proporre alla Giunta l’adozione di una ‘Carta etica’ di filiera che colleghi gli incentivi pubblici al rispetto della legalità e dei contratti, trasformando la responsabilità sociale in un vantaggio competitivo per le nostre imprese”
-Foto Regione Sardegna-
(ITALPRESS).









