ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 i lavoratori domestici con almeno un contributo versato all’Inps sono stati 804.464, in flessione per il quarto anno consecutivo (-2,3% rispetto al 2024). La composizione per genere evidenzia una netta prevalenza di femmine: la componente femminile è pari all’88,7%, livello che caratterizzava gli anni pre-pandemia, mentre quella maschile è pari all’11,3%. In valore assoluto le donne sono 713.538 e gli uomini sono 90.926. La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri (68,9% del totale), anche se si conferma una tendenza decrescente già iniziata nel 2022. E’ quanto emerso nel corso di un convegno presso la sede Inps di Palazzo Wedekind. “Il lavoro domestico è una componente essenziale del welfare italiano. In un Paese che invecchia, in cui cambiano le famiglie e cresce il bisogno di assistenza, colf e badanti non rappresentano più una dimensione marginale del mercato del lavoro, ma una vera infrastruttura sociale”, ha dichiarato il presidente dell’Inps, Gabriele Fava.
“Nonostante l’esistenza di regole chiare, questo settore continua a essere esposto a una presenza significativa di lavoro nero e grigio. Per questo ritengo necessario lavorare all’istituzione di un albo nazionale per colf e badanti, capace di qualificare e certificare le competenze degli assistenti familiari. Il lavoro di cura sarà sempre più centrale nel futuro del Paese. Governarlo oggi con strumenti moderni significa costruire un welfare più giusto, più professionale e più vicino alla vita reale delle persone”, ha concluso. Il Nord-Ovest è l’area geografica con il maggior numero di lavoratori (30,7%), seguita dal Centro con il 27,7%, dal Nord-Est con il 19,9%, dal Sud con il 12,1% e dalle Isole con il 9,6%. La regione con il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia con 156.316 lavoratori (19,4%), seguita dal Lazio (14,1%), dalla Toscana (8,9%) e dall’Emilia Romagna (8,6%). La Lombardia, con circa 125 mila lavoratori, è la regione con il maggior numero di stranieri, seguita dal Lazio (circa 91 mila) e dall’Emilia Romagna (circa 55 mila). Nel triennio 2023-2025 il numero degli stranieri si è ridotto del -4%, la flessione dei lavoratori italiani è lievemente superiore, -5%.
La variazione dei lavoratori del 2025 rispetto al 2024 è per gli italiani del -3,7%, per i lavoratori stranieri del -1,6%. La maggior parte dei lavoratori domestici proviene dall’Europa dell’Est, con 269.098 lavoratori, pari al 33,5% del totale; seguono i lavoratori di cittadinanza italiana con 250.368 unità pari al 31,1%, quindi quelli provenienti dal Sud America (9,0%) e quelli dalle Filippine (7,5%). Nel 2025 la quota della tipologia di lavoro “badanti” è stata del 51,3%, tale dato conferma la prevalenza, verificatasi per la prima volta nel 2024, sulla quota “colf” (48,7%). L’analisi dei dati sulle retribuzioni nel 2025 conferma che, contrariamente a quanto accade per altre categorie di lavoro, le lavoratrici domestiche in media hanno una retribuzione più alta rispetto agli uomini, rispettivamente 8.100 euro contro 7.700. La retribuzione, oltre che per sesso, si differenzia anche per tipologia di lavoro: l’attività di badante, infatti, presenta retribuzioni mediamente più alte del 28% rispetto all’attività di colf. Marialuisa Gnecchi, consigliere di amministrazione dell’Inps, ha sottolineato come “assistiamo, ancora oggi, a una marginalizzazione del lavoro domestico: si fa fatica a trovare donne disponibili ad essere regolarizzate come colf, un pò più facile regolarizzare le badanti, nonostante ci sia, per motivi demografici, un evidente aumento della necessità di assistenza familiare”.
– foto IPA Agency –
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