Migranti, Tajani “L’Italia non può affrontare l’emergenza da sola”

Antonio Tajani Minister of Foreign Affairs and Vice President of the Council of Ministers during inauguration of the European Experience interactive space dedicated to David Sassoli February 17, 2022 in Rome, Italy. (Rome - 2023-02-17, Fabrizio Corradetti) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

ROMA (ITALPRESS) – “L’emergenza migratoria, dai vari fronti caldi di crisi, è il problema più grande che dovremo affrontare nei prossimi anni, forse decenni. E l’Italia, al di là delle speculazioni o delle polemiche politiche interne, non può farlo da sola”. Così, in un’intervista a Corriere della Sera, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Sulla tragedia di Cutro “la magistratura farà il suo lavoro, si vedrà se esistono responsabilità o se, come credo, è stata una tragica, terribile fatalità”, osserva, menre a chi pensa che l’atteggiamento del governo, quel ‘non partite o è peggio per voì, abbia suonato come un indiretto messaggio a chi dovrebbe salvare vite, Tajani replica: “Ma questa davvero è solo speculazione politica. Come si può pensare che una persona perbene come il ministro Piantedosi possa pensare che le colpe sono di chi parte e non dei criminali che li mettono a rischio?”. Sulle ragioni di chi parte “umanamente certo che le comprendo. Ma una politica seria deve fare un passo avanti e capire quello che si può fare per arginare e risolvere un problema immenso”. Sul problema migratorio, secondo Tajani “esistono almeno due piani di intervento. Uno è quello che possiamo fare noi come Paese. Ogni nostra missione, ogni viaggio, ogni incontro internazionale ha in cima proprio il tema dell’immigrazione, al centro della politica estera e di sicurezza dell’Italia. Non solo come contrasto alle partenze che rischiano di far diventare i mari dei cimiteri, ma come aiuti ai Paesi che soffrono crisi enormi”. Ma “da soli non possiamo farcela. Noi possiamo siglare accordi con i singoli Paesi per favorire i rimpatri dei clandestini, offrendo in cambio un aumento dei flussi regolari per avere forza lavoro qui e dare una via d’uscita sicura a tanti che premono. Ma serve molto di più”. Cioè, chiosa il ministro, “serve l’Europa, in primo luogo. Serve l’Onu. Serve il Fondo monetario. Lo ripeto, è un problema globale, non è solo italiano”.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]