
ROMA (ITALPRESS) – Il raid a sorpresa compiuto dall’Iran contro basi Usa in Giordania e la risposta congiunta di Washington e Riad contro le milizie filoiraniane in Iraq fanno traballare la fragile tregua che da sabato scorso faceva sperare in una svolta nel conflitto. “Aerei da guerra statunitensi e sauditi hanno colpito diversi siti logistici e di armi terroristici nell’Iraq orientale”, ha reso noto il Centcom – Comando Centrale degli Stati Uniti, avvertendo l’Iran e i suoi alleati di cessare gli attacchi per non subire ulteriori ritorsioni statunitensi. Il ministero della Difesa saudita ha confermato gli attacchi congiunti contro “milizie terroristiche fedeli all’Iran”, accusate di avere tentato di attaccare impianti petroliferi nella parte orientale del regno utilizzando droni.
Le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), ex paramilitari integrati nell’esercito iracheno ma con alcuni elementi filo-iraniani ancora operativi in modo indipendente, hanno affermato di essere state prese di mira dagli attacchi statunitensi e sauditi, riportando diversi morti, feriti e danni materiali in varie regioni dell’Iraq.
Il Centcom ha inoltre dichiarato di avere “intercettato con successo” missili lanciati dall’Iran “nell’ambito di un tentativo di attacco a sorpresa contro le forze statunitensi di stanza in Medio Oriente”, senza specificare il luogo dell’attacco. Teheran non ha immediatamente confermato di avere condotto un attacco contro l’esercito statunitense, ma secondo fonti di stampa locale, i pasdaran hanno annunciato di avere colpito e sequestrato tre petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. I prezzi del petrolio, che erano calati durante la fase di stallo dei giorni scorsi, sono risaliti bruscamente, con il WTI aumentato del 4% raggiungendo gli 82,43 dollari, mentre il Brent saliva del 4,14% a 87,57 dollari.
20 MORTI E 32 FERITI IN ATTACCHI A BASI DEL HASHD AL-SHAABI
Il movimento Hashd al-Shaabi (Forze di Mobilizzazione Popolare) iracheno ha reso noto che 20 persone sono morte e 32 sono rimaste ferite in una serie di attacchi che hanno colpito diverse sue basi in province irachene. Il bilancio è ancora provvisorio. Una fonte del Hashd al-Shaabi ha dichiarato alla Tv al Jazeera che “siti del Hashd al-Shaabi in diverse province sono stati colpiti; il più sanguinoso ha riguardato una base della Brigata 30 a Ninive, dove sono morti almeno 10 elementi e il bilancio è destinato ad aumentare”. Feriti sono stati registrati anche in altre località.
Il Comando centrale americano (Centcom) ha comunicato di aver effettuato, insieme alle forze armate saudite, “colpi precisi in Iraq il 28 luglio, mirati a terroristi sostenuti dall’Iran che la Guardia rivoluzionaria islamica iraniana aveva indirizzato ad attaccare le forze americane e le infrastrutture energetiche del Regno dell’Arabia Saudita”.
IRAQ, AL SADR “PAESE NON VENGA TRASCINATO IN UNA GUERRA SENZA SENSO”
Il leader del movimento nazionalista sciita iracheno Muqtada al-Sadr ha condannato gli attacchi condotti stamane in territorio iracheno e, allo stesso tempo, le azioni delle “milizie insolenti” che cercano a suo avviso “di trascinare l’Iraq in una guerra senza senso”. Questa mattina, all’alba, la Difesa saudita ha condotto, in coordinamento con il Comando centrale americano, un’operazione che ha avuto come obiettivo le milizie collegate, secondo Riad, agli attacchi avvenuti contro alcuni impianti petroliferi del Regno. L’operazione rientra, secondo l’Arabia Saudita, nel diritto legittimo di autodifesa e di risposta, nel tempo e nel luogo ritenuti opportuni. In un post su X, al-Sadr ha invitato “i fratelli della Guardia rivoluzionaria a non bombardare le nostre terre indipendenti e sacre” e le “milizie fuori controllo a non fornire pretesti ai Paesi del Golfo per colpire la nostra terra santa”. Ha esortato tutti “ad agire nello spirito di fratellanza e pace, senza cadere nei piani del nemico sionista-americano che vuole spingere i fratelli a combattere e a dilaniarsi”.
Condanno i raid sulle terre sacre irachene da parte di qualsiasi Paese o parte, e condanno le azioni delle milizie insolenti che vogliono trascinare l’Iraq in una guerra inutile”, ha scritto. Ha quindi chiamato il governo a “garantire la sicurezza, imporre la sovranità e lavorare seriamente per la salvezza del popolo iracheno e dei suoi luoghi santi, senza cadere nelle orribili sciocchezze settarie”. L’Iraq e il suo popolo, ha aggiunto, “hanno bisogno di pace: basta con le guerre che hanno prosciugato tutte le risorse e la dignità del Paese”. Ha infine messo in guardia dalle “cellule terroristiche dormienti, interne ed esterne, che useranno il settarismo come pretesto per destabilizzare l’Iraq sacro”.
IRAN RIFIUTA PROPOSTA OMAN PER GESTIONE CONGIUNTA DELLO STRETTO
L’Iran ha respinto la proposta dell’Oman per una gestione regionale congiunta dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato oggi un alto funzionario iraniano citato dalla Tv al Arabiya, sottolineando che il piano “non aveva alcuna possibilità di successo”. Secondo la fonte, Teheran e Mascate devono amministrare lo stretto ciascuna nella propria zona di controllo, senza interferenze di altre potenze.
L’Iran rispetta l’Oman, considerato un vicino e un mediatore prezioso, ma un accordo 50/50 che preveda una spartizione paritaria del controllo non sarebbe negli interessi di Teheran. Il Sultanato, ha precisato ancora la fonte, dovrebbe limitarsi a sorvegliare la porzione di stretto sotto la propria giurisdizione; le rotte meridionali che attraversano le acque territoriali omanite “potrebbero anzi rappresentare” un rischio per la navigazione.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
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