Gli Usa rilanciano gli aiuti Onu, ma solo secondo l’interesse americano

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Gli Stati Uniti rilanciano il loro sostegno al sistema umanitario delle Nazioni Unite, ma a una condizione: gli aiuti devono servire anche gli interessi strategici americani.

Nel giro di poche ore, tra una conferenza stampa al Palazzo di Vetro e un briefing al Foreign Press Center di New York, l’amministrazione Trump ha annunciato un nuovo pacchetto da 1,8 miliardi di dollari destinato alle operazioni umanitarie coordinate dall’ONU. Il totale degli stanziamenti americani sale così a 3,8 miliardi di dollari negli ultimi mesi.

A presentare l’iniziativa sono stati l’ambasciatore americano all’ONU Mike Waltz, Jeremy P. Lewin, sottosegretario per gli Affari Umanitari e l’Assistenza Estera, e il capo dell’OCHA (gli aiuti umanitari ONU) Tom Fletcher.

Dietro l’annuncio emerge però la ferrea condizione americana sugli aiuti internazionali. “Ogni dollaro dei contribuenti americani deve essere programmato in linea con l’interesse nazionale degli Stati Uniti”, ha dichiarato Lewin.

Washington punta infatti su una strategia definita di “hyper-prioritization”: concentrare i fondi quasi esclusivamente nelle crisi considerate più estreme e direttamente rilevanti. Secondo i dati americani, il 92% delle risorse viene destinato alle emergenze classificate di livello massimo, i cosiddetti livelli 4 e 5.

Tom Fletcher ha riconosciuto apertamente che gli Stati Uniti, “come tutti i donatori”, scelgono i Paesi da finanziare in base alle proprie priorità politiche e strategiche. Ma il responsabile ONU ha anche difeso il principio dell’assistenza “basata sui bisogni”, spiegando che il sistema umanitario delle Nazioni Unite cerca di mantenere una propria autonomia attraverso il CERF, il fondo globale d’emergenza che consente di intervenire rapidamente anche in crisi non sostenute dai grandi donatori.

Durante i due briefing, Fletcher ha ammesso che il sistema umanitario ONU è oggi “sovraccarico, sottofinanziato e persino sotto attacco”, ma ha ricordato che i primi 2 miliardi di dollari già stanziati dagli Stati Uniti hanno consentito nei primi quattro mesi del 2026 di raggiungere oltre 14 milioni di persone con aiuti salvavita, tra assistenza alimentare, acqua potabile e cure contro la malnutrizione infantile.

Nel comunicato ufficiale, l’amministrazione Trump ha presentato il programma come il successo della nuova “Humanitarian Reset”, la riforma avviata con l’ONU per rendere il sistema “più rapido, efficiente e controllabile”. Washington rivendica nuovi strumenti di trasparenza, controlli contro sprechi e frodi e una drastica riduzione della burocrazia.

L’amministrazione Trump, che continua a criticare spesso le Nazioni Unite, accusandole di inefficienza eccessiva, allo stesso tempo utilizza proprio il sistema ONU come principale piattaforma globale per distribuire aiuti umanitari e proiettare influenza americana nelle grandi crisi internazionali.

– foto Onu –

(ITALPRESS).

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