ROMA (ITALPRESS) – La Fiaip esprime preoccupazione per i contenuti dell’Affordable Housing Act, la proposta di regolamento presentata dalla Commissione europea. La Federazione condivide la necessità di affrontare con urgenza il problema dell’accesso alla casa, ma ritiene che la risposta non possa essere costruita comprimendo le facoltà dei proprietari o individuando nelle locazioni brevi e nelle seconde case la causa principale della crisi. “La crisi abitativa è reale e non va minimizzata – dichiara Fabrizio Segalerba, presidente Fiaip – ma i divieti non costruiscono una sola casa in più. Limitare le locazioni brevi non significa automaticamente trasferire quegli immobili sul mercato residenziale. Un proprietario che non ritiene sufficientemente sicura o conveniente la locazione ordinaria può semplicemente decidere di non affittare. Pensare di aumentare l’offerta attraverso i divieti significa confondere gli effetti con le cause”. Secondo Fiaip occorre intervenire sulle ragioni che frenano l’offerta privata. Il eegolamento non attribuisce di per sé nuovi poteri agli Stati o agli enti locali, ma costruisce una cornice europea entro la quale potranno essere valutate restrizioni già previste dagli ordinamenti nazionali. “Su questo punto la posizione di Fiaip è netta – prosegue Segalerba – Una cosa è regolare il mercato, contrastare gli abusi e garantire legalità e trasparenza; altra cosa è comprimere la facoltà del proprietario di disporre del proprio bene”.
“Qualsiasi misura che finisca per limitare la possibilità di utilizzare o vendere liberamente un immobile rappresenta un attacco alla proprietà privata. Le limitazioni non possono essere delle scorciatoie per non affrontare le problematiche e le cause strutturali della crisi abitativa”. Fiaip richiama, inoltre, l’attenzione sui criteri previsti per individuare le aree soggette a tensione abitativa. “Nessun automatismo e nessun capro espiatorio – sottolinea Segalerba -. Se un’amministrazione intende limitare una determinata forma di utilizzo della proprietà deve dimostrarne, dati alla mano, il reale impatto sul mercato locale. Prezzi elevati e difficoltà di accesso alla casa non possono diventare una giustificazione generica per colpire locazioni brevi, seconde case o investimenti immobiliari”. Fiaip ritiene inoltre indispensabile distinguere tra attività imprenditoriale organizzata e piccoli proprietari privati, evitando che chi concede occasionalmente uno o due immobili venga assimilato automaticamente a operatori professionali. “Difendere l’accesso alla casa e difendere la proprietà privata non sono obiettivi contrapposti – conclude Segalerba -. Una politica abitativa moderna deve essere capace di fare entrambe le cose: l’Europa deve creare le condizioni perché più immobili vengano costruiti, recuperati e messi sul mercato. Limitare la libertà dei proprietari non è una politica dell’offerta e non può diventare la risposta ordinaria alla crisi dell’abitare”.
– foto di repertorio ufficio stampa Fiaip –
(ITALPRESS).











