Euro2020 rinviato, come sara’ il Calcio fra un anno?

Dopo le decisioni prese dall’Uefa di far slittare l’Europeo all’anno prossimo e far concludere campionati nazionali e Champions entro giugno, una domanda e’ d’obbligo: ma l’anno prossimo quale sara’ la situazione del calcio? Mancini nei giorni scorsi si e’ mostrato ottimista dicendo che per i nostri non cambia nulla: forti eravamo e forti resteremo. E si e’ ripromesso di vincere il titolo continentale. Sull’onda delle serie di vittorie ottenute nel girone di qualificazione (dieci su dieci), il c.t. azzurro ha formulato un auspicio su cui tutti concordiamo. Ma il calcio e’ un mistero inspiegabile: quello che oggi e’ bianco, domani puo’ diventare nero e viceversa. Lo stesso dicasi per Turchia, Galles e Svizzera, che faranno parte del nostro girone nel giugno 2021. Certo, bisognera’ vedere cosa succedera’ in quest’anno di attesa e se nelle partite che verranno giocate nella marcia d’avvicinamento agli Europei, gli azzurri confermeranno le loro doti vincenti anche contro avversari come Inghilterra e Germania, che avremmo dovuto incontrare a Londra e Norimberga a fine marzo in amichevoli che si dovrebbero giocare in giugno, come i playoff per gli Europei.
Vedremo se gli uomini di Mancini saranno capaci di continuare la serie positiva che ha portato il c.t. a far meglio del mitico Vittorio Pozzo, dimostrando di aver superato il gap nei confronti delle grandi potenze del calcio. Magari nel frattempo verra’ fuori qualche altro campioncino come quelli che si sono affermati da quando Mancini ha preso in mano la Nazionale. E Immobile sara’ lo stesso spietato goleador che abbiamo visto segnare a raffica nella Lazio? Chiellini potra’ riprendersi il posto nella difesa azzurra? Sono tanti gli interrogativi. Certo, potranno essere recuperati Zaniolo e altri giocatori importanti per il futuro azzurro. Del resto Mancini ha saputo trasformare in un anno l’aspetto e l’umore della nostra Nazionale: potra’ continuare a lavorare per portarla in alto. Il cambio di data dell’Europeo, in ogni caso, era necessario e francamente la posizione di quasi-chiusura dell’Uefa, nelle prime battute, ci aveva sorpresi. Davanti all’evidenza, l’Ente Europeo non ha potuto far altro. Il presidente Alexander Ceferin ha pronunciato delle belle parole: “La salute e’ la priorita’” ha detto, e ha aggiunto che la decisione ha rispecchiato il senso di responsabilita’, unita’ e altruismo del mondo del calcio.
Ovviamente, tutti speriamo che il Coronavirus possa essere debellato e la stagione, cioe’ i campionati e le Coppe, vengano regolarmente portati a termine. Nell’occasione, e’ stata ritrovata una certa armonia con la Fifa, che studiera’ un nuovo calendario per far fronte alla situazione. Si cerchera’ di concludere al meglio la Champions (finale il 27 giugno a Istanbul?) e l’Europa League (finale a Danzica il 24, sempre di giugno?): qualche nostra squadra potrebbe arrivarci. Si e’ accennato anche a un cambio di formula: la Final Four, ma l’Uefa fara’ di tutto per concludere le manifestazioni senza terremoti. Tuttavia una cosa e’ certa: spezzato il ritmo, le nostre squadre torneranno come prima, o subiranno qualche contraccolpo da questa sosta forzata? E quando durera’ la pausa? A occhio e croce, alcuni dovranno riprendere la preparazione, chi ha subito direttamente i danni dal virus dovra’ rifare i conti e rimettere ordine nella propria organizzazione. Parliamo di campionati nazionale e Coppe, ovviamente. Le societa’ hanno preso delle misure adatte per ricominciare a giocare, ma chi ci assicura che i campionati riprenderanno regolarmente, quando ha previsto il mondo del calcio? Oggi nessuno puo’ stabilire quando il “capriccioso” signor Coronavirus togliera’ il disturbo. Certo, la decisione presa, costera’ parecchio all’Uefa sul piano economico. Ma al mondo del pallone, questo grosso contrattempo dovra’ insegnare qualcosa, finalmente: bisogna rendere meno affollati i calendari, giocare meno perche’ i giocatori (e i tifosi) non sono macchine. Si sfasciano piu’ facilmente. Volendo prendere troppi soldi i danni ci sono stati: perche’ non percorrere una via piu’ semplice? Il mondo del calcio ci riuscira’?
(ITALPRESS)