Droni e nuove tecnologie nelle esercitazioni Nato dal Baltico al Mediterraneo

ROMA (ITALPRESS) – Al fine di rispondere alla necessità di rafforzare interoperabilità e prontezza operativa, la NATO ha progressivamente integrato tecnologie emergenti come veicoli di superficie senza equipaggio (USV) e velivoli a pilotaggio remoto (UAV/UCAV) nelle sue principali esercitazioni multinazionali svolte nel Baltico e nel Mar Mediterraneo. Nelle acque del Mediterraneo, l’esercitazione Dynamic Manta 26, attualmente in corso, vede il coinvolgimento di dieci Alleati con una combinazione di sommergibili, pattugliatori marittimi, elicotteri e unità di superficie, nell’ambito di un training mirato ad accrescere la capacità di contrasto alla guerra anti-sommergibile e di esercitare la complessiva integrazione tra domini operativi, inclusa l’introduzione di un Uncrewed Surface Vehicle a supporto delle attività di sorveglianza e comando e controllo. Il ruolo centrale nella conduzione di Dynamic Manta è stato affidato allo Standing NATO Maritime Group Two (SNMG2), con assetti come la fregata italiana ITS Virginio Fasan (flagship del gruppo navale permanente e attualmente sotto guida italian) e unità navali greche e tedesche integrate nella task force, illustrando la capacità aggregante dell’Alleanza nell’impiego congiunto di forze di superficie e sub-superficie. Parallelamente, nel Mar Baltico e in Germania l’esercitazione Steadfast Dart 26 ha sottoposto a verifica la capacità della NATO di schierare e impiegare rapidamente la Allied Reaction Force (ARF) in scenari di crisi su larga scala, mobilitando circa 10.000 militari, oltre 15 navi e più di 20 aeromobili attraverso un vasto spettro di domini operativi comprendenti terra, mare, aria, spazio e cibernetico, come attestano le immagini e i resoconti ufficiali dell’Alleanza.

Un elemento distintivo delle attività nel Baltico è stato l’impiego dei droni nell’ambito delle capacità ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance) e addestrative di contro-UAS (counter-Unmanned Aircraft Systems). In questo contesto, per la prima volta in un’esercitazione NATO, la Turchia ha operato il velivolo da combattimento senza pilota Bayraktar TB3 dalla portaerei anfibia TCG Anadolu, dimostrando la sinergia tra sistemi aerei senza equipaggio e assetti aeronavali convenzionali nel contesto alleato. Fonti ufficiali del Ministero della Difesa turco, confermate da resoconti internazionali, indicano che il TB3 ha operato missioni di lunga durata in condizioni meteorologiche avverse e con piena interoperabilità con caccia Eurofighter Typhoon, contribuendo sia alla sorveglianza marittima sia a scenari di coordinamento integrato con assetti terrestri e aerei della NATO.

È significativo il ruolo attribuito a sistemi UAV avanzati nella raccolta di informazioni in tempo reale, nella sorveglianza dei mari e nella protezione delle rotte marittime critiche, a complemento delle attività di superficie e sommergibili. L’evoluzione delle esercitazioni ha riflesso inoltre le implicazioni strategiche di nuove tecnologie nel dominio marittimo, che comprendono il consolidamento di procedure di comando e controllo interoperabili, nonché la sperimentazione di nuovi modelli di attacco e sorveglianza integrati in scenari multi-dominio. Il continuo ampliamento delle esercitazioni, che proseguirà con altre attività come Northern Quadriga 2026 nel Mare del Nord e Cold Response 2026 in Norvegia, evidenzia la volontà degli Stati membri di massimizzare l’impiego delle forze dispiegate, favorendo una coesione operativa che vada oltre i confini tradizionali di ciascun teatro di esercitazione e che renda la NATO maggiormente pronta a fronteggiare minacce convenzionali e asimmetriche in qualsiasi scenario operativo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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