ROMA (ITALPRESS) – “Il quadro generale si presenta estremamente complesso, e in continua evoluzione, il panorama internazionale continua a consegnarci uno scenario estremamente degradato, caratterizzato da instabilità diffuse, da crisi sempre più interconnesse”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’audizione nelle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. “I principali focolai di tensione risultano profondamente collegati tra di loro” ha aggiunto Crosetto “gli effetti di ciascuna crisi, si possono propagare ben oltre i rispettivi quadranti, alimentando la dinamica globale, nella quale instabilità, conflitti e competizione strategica tendono a rafforzarsi reciprocamente”.
“In Medioriente, l’Italia continuerà a sostenere le iniziative multilaterali di stabilizzazione, assistenza umanitaria e rafforzamento delle capacità locali. Una rappresentante italiana opera già stabilmente all’interno del centro di coordinamento civile-militare istituito nell’ambito del piano di pace per Gaza. E’ ammirevole lo sforzo dei nostri uomini e donne impiegati in Unifil” ha aggiunto il ministro della Difesa “che continuano a portare avanti la missione assegnata con grandissima professionalità, nonostante i rischi elevati. In Libano la situazione desta grande preoccupazione, la crisi sembra aver riportato il paese alle condizioni dei primi anni 2000 con la crescente presenza israeliana e incremento delle operazioni contro Hezbollah”.
“La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina continua a colpire il cuore del continente europeo, gli eventi del 23-24 maggio rappresentano, soltanto, l’ultimo esempio di una escalation: in una sola notte sono stati lanciati contro l’Ucraina oltre 600 drony e 50 missili. Il numero totale tra morti e feriti “dall’inizio del conflitto” potrebbe avvicinarsi ai 2 milioni entro la fine dell’anno, oltre 1000 al giorno sul solo lato russo. Le ricadute sono molteplici, alcune immediate, altre sul medio- lungo periodo” ha aggiunto Crosetto “purtroppo è tornata la minaccia atomica, che pensavamo di aver consegnato i libri di storia, quando tutto questo, speriamo, presto, sarà superato, nel medio-lungo termine l’Europa dovrà confrontarsi, per molti anni, con gli effetti economici, sociali, di sicurezza e quelli derivati dalla presenza del numero elevatissimo di ex Combattenti da reintegrare”.
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