Da Berlino all’Uzbekistan, per Cannavaro 20 anni di emozioni Mondiali

di Enrico Currò

ATLANTA (USA) (ITALPRESS) – “Il nostro Mondiale non è finito. Abbiamo una partita da giocare e da onorare. I risultati delle prime due giornate sono ingannevoli nel punteggio, ma ci confortano il gioco e la volontà di non lasciare l’iniziativa agli avversari. Al di là degli incastri con gli altri gironi, che rendono complicata la qualificazione attraverso l’eventuale terzo posto nel nostro gruppo, l’Uzbekistan deve essere orgoglioso della sua prima partecipazione”. A poche ore dal duello con la Repubblica Democratica del Congo, che ha un punto in classifica e che potrebbe dunque essere scavalcata con una vittoria, Fabio Cannavaro racconta le premesse emotive della sfida. E confida a Italpress che a 52 anni il capitano dell’Italia di Berlino 2006, l’uomo che alzò la coppa e poi vinse il Pallone d’oro, si può ancora emozionare parecchio, in un contesto senza paragoni: “È la forza del Mondiale. Faccio il ct di una nazionale inesperta, ma dal chiaro potenziale, che si sta misurando contro i migliori del mondo in un’atmosfera unica e dentro stadi sempre pieni. Anche per me è un’esperienza straordinaria”.

Sono passati vent’anni dalla sera dell’Olympiastadion, eppure certi brividi si possono rivivere in un altro ruolo, quello di commissario tecnico e di pigmalione. Il 3-1 con la Colombia di Luis Diaz poteva essere un pareggio e il 5-0 col Portogallo di Cristiano Ronaldo non racconta del tutto il copione che il gol sotto l’incrocio di Ganiev, annullato per un fallo su Cancelo nella stessa azione, avrebbe potuto modificare sullo 0-2. L’inesperienza è il prezzo da pagare contro avversari non solo più forti tecnicamente, ma soprattutto più scafati.

Nel ritiro di Atlanta Cannavaro e il suo staff hanno analizzato con la squadra le due sconfitte, traendone una convinzione: tra le cosiddette piccole l’Uzbekistan è stata la sola ad avere affrontato subito due rivali di primo livello (il Portogallo quinto nel ranking Fifa alla vigilia del torneo, la Colombia tredicesima). Il calendario l’ha penalizzata. La scelta di promuovere dalle Under alcuni giocatori come il diciottenne terzino destro Karimov, in aggiunta a due ventiduenni, il centrale difensivo Khusanov, talento del Manchester City, e Fayzullaev, ala del Basaksehir in Turchia, è stata comunque meditata: i giovani uzbeki si stanno facendo valere contro i pari età asiatici e si sono qualificati per il Mondiale Under 17 in Qatar, dove sono finiti nel girone dell’Italia, che affronteranno il 26 novembre.

Intanto il Mondiale dei grandi, che la Nazionale italiana non vive dal 2014, resta una ferita. Ma per gli eroi di Berlino è anche un anniversario da celebrare (per Cannavaro ben più della grigia Olimpiade 1996 di Atlanta, le cui partite gli azzurri le giocarono in realtà a Birmingham, in Alabama, e a Washington).

Il capitano della storica finale, che negli Usa è accompagnato dalla famiglia, ha come naturale priorità l’Uzbekistan, però rimane un simbolo della Nazionale di Marcello Lippi. Il primo dei quarti di finale del Mondiale in corso si giocherà in concomitanza col ventennale del 9 luglio, del quale Cannavaro, se la nazionale uzbeka sarà tornata a casa, diventa il cerimoniere più logico.

Alla sua idea originaria di una cerimonia molto intima – un pellegrinaggio nello stadio del trionfo insieme alla moglie Daniela – si affianca quella di un’iniziativa collettiva col gruppo del 2006, con lui come coordinatore. Perché il Mondiale gli mette sempre i brividi.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]