
di Stefano Vaccara
NEW YORK (USA) (ITALPRESS) – La presidenza somala del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per il mese di gennaio 2026 si è aperta con una conferenza stampa dell’ambasciatore Abukar Dahir Osman, rappresentante permanente della Somalia alle Nazioni Unite. Al centro del briefing ufficiale c’era il programma di lavoro del mese, ma le domande dei giornalisti si sono concentrate soprattutto su due temi politici esplosivi: il caso Somaliland e le recenti dichiarazioni offensive attribuite al presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro la Somalia e i somali.
Sul primo punto, Osman ha ribadito con forza la posizione di Mogadiscio: la “riconoscenza” israeliana del Somaliland – definita dal diplomatico come un tentativo di legittimare un progetto secessionista nel nord-ovest del Paese – viene letta dalla Somalia come una mossa calcolata e collegata al contesto mediorientale. Secondo Osman, si tratta di un’operazione pensata per “distrarre” l’attenzione internazionale da ciò che sta accadendo nei territori palestinesi occupati. Il rappresentante somalo ha inoltre sostenuto che l’ipotesi di trasferire palestinesi da Gaza verso quell’area sarebbe “inaccettabile”, respingendo l’idea di accogliere anche “un solo palestinese” in modo forzato.
Quanto alle tensioni con Washington, Osman ha evitato di entrare nel merito delle dichiarazioni personali attribuite a Trump, definendole un tema “da social media” e sostenendo di non vedere un cambiamento di linea nella politica statunitense su sovranità e integrità territoriale della Somalia. Interpellato sul rapporto bilaterale, ha affermato che la cooperazione con gli Stati Uniti prosegue, soprattutto nella lotta contro Al-Shabaab, e che i rapporti con la missione americana all’ONU restano “molto buoni”.
– Foto IPA Agency –
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