ROMA (ITALPRESS) – Rischio esuberi e forte preoccupazione per il calo dei livelli occupazionali nella commessa del Ministero della Giustizia gestita finora da Topnetwork. A denunciarlo sono i sindacati che parlano di una situazione che rischia, non solo di avere pesanti conseguenze sociali per decine di famiglie, ma anche di incidere sulla qualità dei servizi di assistenza ai tribunali civili e penali. “C’è stato un cambio di appalto – spiega all’Italpress Fabrizio Fiorito, segretario Uilm Roma – nella commessa del Ministero della Giustizia. In precedenza il servizio era gestito interamente da Topnetwork, con circa 200 lavoratori. Con il nuovo appalto, però, non c’è stata una gestione finalizzata al mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Le società subentranti – Engineering e Accenture – sarebbero in grado di garantire soltanto circa 150 posti di lavoro. Questo significherebbe un esubero tra 50 e 70 lavoratori”. La questione, sottolinea Fiorito, “è particolarmente grave perché nei cambi di appalto esistono clausole sociali che dovrebbero garantire, laddove possibile, il mantenimento dei livelli occupazionali. Inoltre, nel contratto collettivo nazionale è prevista una specifica procedura che in questo caso non è stata minimamente attuata”.
Di fatto, prosegue, “ci siamo trovati improvvisamente davanti a questa situazione alla vigilia dell’ingresso dei lavoratori nelle nuove società, previsto dal primo maggio. Le circa 50-70 persone escluse resteranno formalmente in TopNetwork come esuberi strutturali e questo potrebbe aprire la strada a procedure di licenziamento o a cassa integrazione straordinaria. Noi ci siamo mossi autonomamente, indipendentemente dalle procedure che avrebbero dovuto attivare il Ministero o le aziende coinvolte. Abbiamo chiesto un incontro al Ministero della Giustizia per mettere attorno a un tavolo tutte le parti interessate e cercare una soluzione che eviti situazioni drammatiche”. Al momento, però, “non ci sono aperture concrete – aggiunge Fiorito – Nell’ultimo incontro al Ministero, per la seconda volta, le due principali società coinvolte non si sono presentate. Il Ministero, di fatto, non è riuscito a esercitare alcuna pressione affinché venisse applicata la clausola sociale”. “Anche ammettendo – continua – che la clausola sociale non sia applicabile, resta il fatto che il taglio di circa 70 lavoratori rispetto all’organico precedente avrà inevitabilmente una ricaduta sulla qualità del servizio. Parliamo infatti di un servizio estremamente delicato: l’assistenza ai tribunali civili e penali. Una riduzione del personale rischia di creare difficoltà operative nelle attività di supporto ai procedimenti giudiziari e alle pratiche trattate quotidianamente dai tribunali. Per questo abbiamo sollecitato il Ministero non solo sul piano occupazionale, ma anche sul fronte della qualità del servizio pubblico, chiedendo il mantenimento degli attuali livelli di personale”. I sindacati hanno già programmato due giornate di sciopero. Inoltre, “stiamo valutando – continua il sindacalista – possibili iniziative legali per comportamento antisindacale da parte delle aziende che non si sono presentate agli incontri”. Naturalmente “non ci fermeremo qui: continueremo con i presìdi e con le iniziative di protesta insieme ai lavoratori coinvolti nel passaggio alle nuove società. È evidente che questa situazione potrebbe causare anche disservizi all’interno degli stessi tribunali”.
– foto IPA Agency –
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