Armageddon time, a Cannes l’America anni ’80 di James Gray

Anne Hathaway, Michael Banks Repeta, James Gray, Jaylin Webb und Jeremy Strong beim Photocall zum Kinofilm Armageddon Time auf dem Festival de Cannes 2022 / 75. Internationale Filmfestspiele von Cannes am Palais des Festivals. Cannes, 20.05.2022 (Cannes - 2022-05-20, Sebastian Gabsch / ipa-agency.net) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

CANNES (ITALPRESS) – E’ il tempo del giudizio per James Gray, “Armageddon Time” per dirla con titolo del suo nuovo, magnifico film, che accende (e anche un po’ divide) il Concorso di Cannes 75. Film di svolta, per il regista americano, e anche film molto personale, sostanzialmente autobiografico eppure il più “politico” che abbia fatto sinora: un dolce, dolente, profondissimo e quasi lancinante atto d’accusa all’America che non sa tenersi unita, proiettato sull’oggi dagli anni ’80 della tarda infanzia del regista. Lui, che è nato nel 1969 e che negli ’80 era un adolescente, racconta se stesso e la sua famiglia di immigrati di origine ucraina attraverso la storia di Paul Grass, ragazzino che affronta gli anni della scuola media nel Queens, a New York.
Il vecchio nonno saggio e la dolce madre (rispettivamente Anthony Hopkins e Anne Hathaway) insistono per fargli frequentare la scuola pubblica, vogliono tenerlo a contatto con la gente vera, non con chi studia per diventare la classe dirigente del paese: Reagan bussa alle porte dell’America e siamo in anni in cui la discriminazione dei neri, dopo quella degli ebrei, è all’ordine del giorno. Il piccolo Paul, che vuole diventare un artista e ha la testa leggera, vive quei tempi seguendo gli insegnamenti naturalmente “progressisti” del vecchio nonno, al quale è molto legato, sicché a scuola nota subito l’atteggiamento discriminatorio verso un suo compagno nero, Johnny, non meno irrequieto di lui eppure punito sempre più duramente. Non esita a fare amicizia con lui, ma questo non basta a mettere ordine nel mondo: il vecchio nonno, con la sua memoria e i suoi valori, è malato, la mamma svanisce nel dolore quando deve affrontare la sua perdita, Johnny decide di non andare più in classe e darsi alla macchia, tanto più che i servizi sociali stanno alle costole della sua famiglia.
Paul, dal canto suo, è infine costretto dalla famiglia a fare esperienza della scuola privata: giacca e cravatta, regole ferree, compagni di classe più o meno upper class, c’è persino tra i benefattori della scuola un vecchio Trump e sua figlia Maryanne (interpretata da Jessica Chastain) e la cosa lo spiazza ancora di più, gli fa vedere le differenze sociali, le ingiustizie. La sua amicizia con Johnny però non viene meno, anzi si proietta in una velleitaria ma sincera fuga verso un futuro migliore, libero, in Florida, finanziata con un atto degno dei “400 colpi” di Truffaut, che avrà le sue conseguenze, nel bene e nel male.
“Armageddon Time” è un film straordinario, di una intensità limpida che produce un’amarezza profonda e quasi impercettibile nel lavoro sulla caduta dei valori personali, sul bisogno di compromessi per uscire dal vicolo cieco in cui la vita, la società, la famiglia stesso pongono. Probabilmente non sarà capito e apprezzato quanto merita, ma questo nuovo film di James Gray è un film bello, importante e sano, che dà a Cannes 75 il suo primo autentico e sincero capolavoro.
– foto agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).

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