A Villa Filippina un viaggio alla scoperta del Pirandello Palermitano

PALERMO (ITALPRESS) – Un viaggio a tutto tondo, che tocca sia la dimensione introspettiva di uno dei più grandi autori della storia siciliana sia i luoghi in cui la sua storia è cominciata. Questo l’obiettivo dell’incontro ‘La Palermo di Pirandello’, organizzato a Villa Filippina nell’ambito del festival Logos: a presiederlo la presidente della Fondazione Sicilia Maria Concetta Di Natale, il presidente della Fondazione Lauro Chiazzese Raffaele Bonsignore e il sindaco Roberto Lagalla.

Nell’occasione è stato presentato il libro ‘Io Pirandello. Uomo del caos’ di Annamaria Andreoli, scrittrice e presidente dell’Istituto Studi pirandelliani di Roma: un percorso che racconta ogni sfaccettatura del Pirandello palermitano, evidenziando come Agrigento non è l’unica realtà siciliana con cui l’autore stabilì un legame a 360 gradi.

“Pirandello è nato in un luogo che si chiama Caos, Cavusu in dialetto, ma caos è anche il momento primigenio in cui tutte le cose sono riunite, anche contrarie – spiega Andreoli, – Pirandello è l’uomo della contraddizione, della difficoltà a individuare la propria personalità, di quei problemi di identità che oggi sono così attuali. Oggi parlerò soprattutto del Pirandello palermitano: si crede normalmente che lui sia agrigentino, ma la sua formazione culturale è appunto palermitana, il liceo l’ha fatto qui, i compagni di studio li ha avuti qui, le prime pubblicazioni sono di qui. Anche i primi editori sono di Palermo, perché a Palermo c’erano e ad Agrigento no: Agrigento è una città molto più defilata e provinciale, mentre Palermo è la capitale”.

Il legame tra la figura di Pirandello e le Fondazioni Sicilia e Chiazzese è inevitabilmente dato dal premio intitolato al medesimo autore: un riconoscimento istituito nel 1966 con l’obiettivo di premiare l’eccellenza nella drammaturgia, nella regia e nella recitazione, i tre capisaldi dell’attività di Pirandello.

“Quest’anno il premio compie sessant’anni quindi, in vista della celebrazione che avverrà a marzo 2027, l’occasione di presentare un libro su di lui scritto da una delle autrici e studiose più importanti come Annamaria Andreoli è fondamentale – racconta Bonsignore, – Per conoscere Pirandello non basta un premio, bisogna conoscerne anche l’umanità e i problemi personali: in questo modo Fondazione Sicilia e Fondazione Chiazzese non fanno altro che esaltare il meglio della nostra terra”.

Il premio inoltre lega profondamente due delle tre città (l’esclusa è Roma) che hanno segnato la vita di Pirandello: “L’anno scorso il premio è tornato ad Agrigento, abbiamo fatto una bellissima manifestazione nel luogo che con Pirandello ha il legame più forte; adesso stiamo organizzando una nuova edizione del premio a Palermo – sottolinea Di Natale, – L’appuntamento di oggi è una sorta di anticipazione, perché Annamaria Andreoli è sicuramente la più grande studiosa di Pirandello che abbiamo e questo è assolutamente il modo giusto per andare avanti”.

Lagalla definisce Pirandello come “un’icona della letteratura internazionale, un protagonista della letteratura italiana, un pittore dell’anima siciliana: parliamo di uno dei più profondi e brillanti scrutatori dell’animo umano. La sua produzione teatrale, letteraria e culturale si intreccia con difficoltà, peripezie e amori: anche il contatto con la sua terra non è mai venuto meno, sia per Palermo che per Agrigento. Questo tributo a Pirandello da parte della nostra città è quanto mai importante: la sua centralità è proprio nella ricerca di una verità che a Palermo, come altrove, è difficile da trovare tanto negli uomini quanto nei luoghi. La nostra è una città complicata e non semplice da governare, ma certamente offre giorno per giorno nuovi e straordinari spunti di riflessione e approfondimento antropologico”.

-Foto xd8/Italpress-
(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]