BAKU (AZERBAIJAN) (ITALPRESS) – George Russell ha fatto segnare il miglior tempo della seconda sessione di prove libere a Baku, fermando il cronometro sull’1:43.347. Il pilota Mercedes ha ottenuto la sua prestazione con la mescola Soft, completando inoltre due stint sulla Medium. Alle sue spalle si è classificato il compagno di squadra Kimi Antonelli, staccato di 552 millesimi (1:43.899), mentre Max Verstappen ha chiuso terzo in 1:44.174. Tutti e tre hanno impiegato sia la Medium sia la Soft nel corso della sessione, ottenendo il proprio miglior riferimento con la mescola più morbida.
Una scelta condivisa dalla maggior parte dello schieramento, con poche eccezioni. I due piloti McLaren e Franco Colapinto hanno infatti affiancato un set di Hard a uno di Soft, mentre Aston Martin ha concentrato il proprio programma esclusivamente sulla C5. In FP2 le temperature si sono mantenute attorno ai 31 °C per quanto riguarda l’aria, mentre l’asfalto ha raggiunto un picco di 44,8 °C.
Valori ancora più elevati erano stati registrati nel corso della prima sessione, quando la temperatura della pista aveva toccato i 47,6 °C. Nelle FP1 ha inoltre avuto un ruolo significativo il vento, elemento caratteristico del tracciato azero, con raffiche fino a 25 km/h. Nella sessione del mattino la maggior parte dei chilometri è stata percorsa con la Hard, corrispondente alla C3 per questo fine settimana.
Soltanto Lando Norris, Oscar Piastri e Franco Colapinto hanno iniziato il lavoro in pista con la Medium, mentre tutti gli altri piloti hanno avviato il programma sulla mescola più dura. Con il passare dei minuti, dodici piloti sono passati alla Soft. Il miglior tempo della mattinata è stato realizzato da George Russell, autore di un 1:45.387 ottenuto con la C5. Anche Max Verstappen ha fatto segnare il proprio miglior giro con la mescola Soft, mentre Charles Leclerc ha chiuso terzo utilizzando la Medium.
“È stata una prima giornata condizionata da un tracciato particolarmente sporco, con presenza di polvere anche sulla traiettoria di gara, e quindi da un’evoluzione della pista molto marcata – dice il Pirelli chief engineer Simone Berra -. I tempi sul giro sono costantemente migliorati, con differenze anche nell’ordine dei due secondi tra le due sessioni. Rispetto allo scorso anno, le condizioni dell’asfalto sono apparse meno favorevoli, influenzando soprattutto la fase di warm-up dei pneumatici. Le scuderie hanno concentrato il proprio lavoro sulla messa a punto della vettura per portare gli pneumatici nella corretta finestra di funzionamento, soprattutto sull’asse anteriore. Questo aspetto si è rivelato fondamentale sia per massimizzare la prestazione sul giro secco, spesso ottenuta soltanto dopo più tentativi, sia per limitare il rischio di bloccaggi in frenata”.
“Le squadre hanno effettuato in generare un intenso programma di lavoro con tutte e tre le mescole, in preparazione di una gara che è sempre più orientata verso la singola sosta – prosegue Berra –. Il degrado ha infatti mostrato livelli molto contenuti e l’evoluzione della pista ha quasi compensato l’usura dei pneumatici in alcuni long run, rendendo i tempi progressivamente più rapidi. Non abbiamo osservato fenomeni di graining, un dato interessante considerando la superficie molto liscia dell’asfalto. Dal punto di vista dei tempi sul giro, i dati indicano delta sostanzialmente in linea con le simulazioni: circa mezzo secondo tra C4 e C5 e alcuni decimi tra C3 e C4. In vista di domani, con temperature previste più basse e raffiche di vento più intense, la preparazione degli pneumatici sarà ancora una volta un fattore chiave. La pista offrirà più aderenza rispetto a oggi, ma le scuderie dovranno gestire il traffico e cercare di generare quanta più energia possibile nelle gomme. Per il Gp di sabato tutte le mescole restano teoricamente utilizzabili, anche se le due più morbide potrebbero assumere un ruolo centrale alla luce del previsto abbassamento delle temperature”.
-Foto ufficio stampa Pirelli-
(ITALPRESS).


























