A NEW YORK SEMINARIO DI STUDI SU GIUSEPPE PREZZOLINI

Il peso che Giuseppe Prezzolini ebbe nella diffusione della cultura italiana negli Stati Uniti è ancora tutto da raccontare, dal lavoro di docente alla Columbia University a quello di direttore di Casa Italia. Un enorme sforzo nel tentativo di far conoscere il valore della cultura italiana presso un mondo, quello nordamericano, che conosceva l’Italia solo attraverso i suoi immigrati e anche per dare una coscienza identitaria agli stessi italoamericani partiti in povertà e poco istruiti. Un impegno che si snoda dagli anni Trenta fino ai primi anni Sessanta.
“Giuseppe Prezzolini in New York: Promotion and Propaganda of Italian Language and Culture in the USA, Giuseppe Prezzolini a New York: promozione e diffusione del linguaggio e della cultura italiana negli USA”, questo il tema del seminario di studi che si è svolto presso il John Calandra Institute di New York.
Ad animare la giornata di studi le relazioni del direttore dell’Istituto Anthony Julian Tamburri, di Gennaro Sangiuliano: “Giuseppe Prezzolini, America col cannocchiale”, Mark Pietralunga: “Prezzolini’s Thoughts on Italian Culture in America from the Pages of the Italian Language Weekly La Settimana”,
Fabio Girelli Carasi: “The Italian Americans according to Prezzolini. Translating I trapiantati”, Roberto Dolci: “Prezzolini’s Il Giornalino. Promotion and Propaganda for Italy and Italian Language during the Thirties in New York”.
Sangiuliano ha inquadrato le molte vite di Prezzolini, uomo longevo morto a cento anni. Il periodo americano è un pezzo importante di questa articolazione. “La sua posizione è assolutamente singolare” , ha spiegato Sangiuliano, “Prezzolini intellettuale italiano impregnato dell’Idealismo crociano ma anche profondo conoscitore della cultura europea, scopre gli USA e ne apprezza il pragmatismo politico e il richiamo alla tradizione e allo spirito comunitario di nazione. Racconta gli Stati Uniti come corrispondente di grandi giornali italiani”.
Pietralunga ha descritto la polemica fra Mario Soldati e Giuseppe Prezzolini, un confronto scontro intriso di amarezza ma con pagine illuminanti sugli Italoamericani. “Trapiantati” è il titolo del saggio con cui Prezzolini racconta la storia e la vita dei suoi connazionali, analizzato da Fabio Girelli Carasi. Mentre Roberto Dolci ha esaminato una delle iniziative portate avanti dal fondatore de La Voce, il periodico Il Giornalino, iniziativa editoriale per la diffusione della cultura italiana, un giornale per le scuole ma che ebbe sprazzi di cultura rilevanti.
(ITALPRESS)