LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS) – Circa 1.200 infermieri cittadini di Paesi terzi (TCN), che lavorano a Malta, si sono uniti per contestare le nuove misure introdotte dal governo, ritenute penalizzanti sul piano economico e potenzialmente in grado di compromettere la permanenza di professionisti sanitari esperti nel Paese. Gli infermieri, impiegati sia nelle strutture sanitarie pubbliche che in quelle private, si preparano a presentare formalmente le proprie preoccupazioni al sindacato maltese.
La dipendenza di Malta dal personale sanitario straniero emerge anche dai dati relativi al 2025, secondo i quali il sistema pubblico impiegava 463 infermieri e 138 medici provenienti da Paesi extra Ue.
Le ultime misure di bilancio che interessano i cittadini di Paesi terzi prevedono la revoca della gratuità dei servizi di assistenza all’infanzia e del trasporto pubblico, l’aumento delle tariffe per il conseguimento della patente di guida e un contributo annuale per le infrastrutture di 400 euro. Il ministro della Salute, Ian Borg, ha confermato che gli operatori sanitari provenienti da Paesi extra Ue saranno esentati dagli aumenti delle tariffe per i permessi di lavoro, ma dovranno comunque versare il nuovo contributo per le infrastrutture.
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