
CISGIORDANIA (ITALPRESS) – La Farnesina è impegnata per ottenere il rilascio di alcuni attivisti italiani fermati oggi dalle Autorità israeliane nei pressi del villaggio di Kafr Ni’ma, in Cisgiordania, mentre partecipavano ad attività di sostegno ai contadini palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. Lo precisa una nota della Farnesina aggiungendo che il fermo avrebbe coinvolto diversi volontari internazionali, tra cui vi sarebbero 4 attivisti e 2 giornalisti italiani. Sono ancora in corso verifiche definitive sul numero preciso e sull’identità degli italiani.
L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme sono intervenuti presso le autorità israeliane per chiedere l’immediato rilascio dei connazionali, ottenere chiarimenti sulle circostanze del fermo e garantire la necessaria assistenza consolare. Il gruppo di attivisti si trova ora presso la stazione di polizia di Modi’in Illit. Nella mattinata di domani è previsto il trasferimento presso il centro dell’aeroporto Ben Gurion destinato alla permanenza dei cittadini stranieri in attesa di rimpatrio, in vista dell’avvio delle procedure di espulsione, che avverranno con i primi voli disponibili
TAJANI “SEGUIAMO CASO ITALIANI ARRESTATI IN CISGIORDANIA, NON HANNO FATTO NULLA”
“Stiamo seguendo il caso” dei volontari italiani arrestati in Cisgiordania “con l’ambasciata e il consolato. Non hanno fatto nulla, erano lì solo a fare attività agricola per la raccolta delle olive. Speriamo che possano essere rimandati il prima possibile in Italia”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine degli “Stati Generali dei garantisti”.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
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