Bankitalia, economia della Basilicata in ripresa: nel primo semestre +1,4%

POTENZA (ITALPRESS) – Nella prima metà del 2026 l’attività economica in Basilicata ha registrato un recupero dopo la lieve flessione dello scorso anno. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) della Banca d’Italia, nel primo semestre di quest’anno si stima una crescita media del prodotto pari all’1,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, un dato superiore a quello dell’Italia e del Mezzogiorno (0,9 e 1,0 per cento, rispettivamente). Le informazioni disponibili prefigurano tuttavia un peggioramento dell’evoluzione congiunturale nella seconda parte dell’anno, in un quadro condizionato soprattutto dagli sviluppi della crisi in Medio Oriente e dai conseguenti effetti sui prezzi dei beni energetici. Nel primo semestre, l’andamento del settore industriale ha beneficiato prevalentemente della ripresa della produzione di autoveicoli nello stabilimento Stellantis di Melfi, che riveste un ruolo rilevante nella manifattura regionale.

È proseguita la flessione delle estrazioni di petrolio e gas naturale; il forte rialzo delle quotazioni degli idrocarburi ha determinato però una crescita del valore della produzione estrattiva. Le rilevazioni campionarie tra le imprese industriali con sede in regione indicano tuttavia una dinamica dell’attività economica ancora debole nei primi nove mesi del 2026. La spesa per investimenti è rimasta contenuta e il suo andamento si prospetta fiacco anche per il prossimo anno. Nelle costruzioni l’attività ha continuato a espandersi, beneficiando soprattutto dell’attuazione degli interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Anche il comparto residenziale ha mantenuto una dinamica favorevole, con un aumento delle compravendite e dei prezzi delle abitazioni. Nei servizi, invece, l’attività è risultata debole nonostante il buon andamento della domanda turistica.

Le esportazioni lucane sono tornate a crescere nel primo semestre del 2026, dopo la significativa contrazione dello scorso anno, sostenute dalla ripresa delle vendite di mezzi di trasporto. La situazione economica e finanziaria delle imprese si è confermata nel complesso favorevole. Nonostante le pressioni derivanti dall’aumento dei costi energetici, la quota di imprese che prevede di chiudere l’anno in utile è rimasta ampia e la liquidità aziendale si è mantenuta su livelli mediamente elevati. Nel primo semestre del 2026 l’occupazione è aumentata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita che ha interessato sia la componente maschile sia quella femminile. La diffusione degli ammortizzatori sociali si è ridotta rispetto al 2025 ma rimane significativamente superiore alla media nazionale. Le forze di lavoro e il tasso di attività sono cresciuti in presenza di un aumento sia degli occupati sia degli individui in cerca di lavoro. Il reddito disponibile delle famiglie lucane ha continuato a crescere, sostenuto dall’occupazione; l’aumento dell’inflazione ha tuttavia limitato sensibilmente l’incremento del potere d’acquisto. In un contesto ancora caratterizzato da elevata incertezza, i consumi hanno mostrato una moderata espansione, in linea con quella osservata nel 2025.

Nel primo semestre dell’anno il credito bancario al settore privato non finanziario ha accelerato rispetto alla fine del 2025. La crescita dei prestiti al settore produttivo si è rafforzata, pur in presenza di un lieve aumento del costo dei nuovi finanziamenti destinati agli investimenti; è invece proseguito il calo del credito alle imprese di minore dimensione. L’espansione dei finanziamenti alle famiglie si è lievemente intensificata, sostenuta sia dai mutui abitativi sia dal credito al consumo. La qualità del credito è rimasta nel complesso stabile. Il tasso di deterioramento dei prestiti si è ridotto marginalmente per le famiglie, mentre è aumentato in misura più ampia per le imprese. È proseguito l’incremento della raccolta bancaria sotto forma di depositi di famiglie e imprese, sostenuto dall’accelerazione della componente a risparmio, a fronte di un rallentamento delle giacenze in conto corrente. Anche il valore di mercato dei titoli in custodia presso le banche ha continuato a crescere, in misura analoga alla fine del 2025.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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