Israele, scrutinate oltre il 60% delle schede: 56 seggi al blocco Netanyahu, 48 per l’opposizione

IPA90266923 - Supporters and members of Benjamin Netanyahu’s Likud Party gather during the party’s election-night event at Likud headquarters in West Jerusalem, Israel, on October 28, 2026. Votes were being counted to elect the 120 members of the Knesset and determine the formation of Israel’s next government in the country’s first parliamentary election since the Hamas-led attack on October 7, 2023. (Photo by Katrine Dige Houmoller/Middle East Images/Sipa USA)

TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Con oltre il 60% delle schede scrutinate, i risultati parziali pubblicati dalla Commissione elettorale centrale assegnano 56 seggi al blocco a sostegno del premier in carica Benjamin Netanyahu e 48 al blocco dell’opposizione di Gadi Eisenkot. Lo scrive Channel 12. I partiti arabi ottengono 16 seggi, in particolare 12 la Lista Comune e quattro il partito islamista Ra’am. Il Likud di Netanyahu è il primo partito con 28 seggi, mentre Yashar di Eisenkot resta a quota 21. Per governare servono 61 seggi in parlamento.

Dopo lo scrutinio di oltre il 60% delle schede, il blocco di Netanyahu vede i partiti ultraortodossi Utj e Shas rispettivamente con otto e sette seggi, mentre i partiti dell’estrema destra Otzma Yehudit e Sionismo religioso hanno rispettivamente sette e sei seggi ciascuno. Il blocco dell’opposizione vede Together di Naftali Bennett a 11 seggi, I Democratici a 8, Yisrael Beytenu con 8 seggi. La Lista comune, formazione araba, con 12 seggi e il partito islamista Ra’am con quattro seggi.

Con lo scrutinio ancora in corso, il premier Benjamin Netanyahu ha parlato dalla sede del Likud a Gerusalemme rivendicando la vittoria. “Attendiamo ancora i risultati veri, ma il Likud e’ il partito piu’ grande d’Israele – ha detto -. Dobbiamo formare un ampio governo di destra nazionale, forte, e fare di tutto perchè non venga formato un governo con il sostegno dei partiti arabi”.

COMMISSIONE ELETTORALE, DA STANOTTE CONTEGGIO “DOPPIE BUSTE”

Lo scrutinio delle “doppie buste”, ovvero i voti espressi in seggi diversi da quelli di appartenenza in Israele, inizierà solo verso mezzanotte e probabilmente si concluderà soltanto domani sera. Lo ha dichiarato a Ynet Elad Nave, direttore del centro di controllo della Commissione elettorale. “Ci aspettiamo un numero superiore al mezzo milione di buste. al momento non è nemmeno possibile stabilire la ripartizione dei seggi, poiché finché non saranno state registrate tutte le urne e scrutinate le buste, non possiamo saperlo”, ha dichiarato. Anche in seguito, i risultati saranno soltanto “quasi definitivi” dato che la prossima settimana è previsto il riconteggio dei voti.

IDF “AFFLUENZA TRA I MILITARI AL 79,9%, +6,2% RISPETTO AL 2022”

L’affluenza definitiva alle urne tra i militari israeliani ha raggiunto il 79,9%, secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane (Idf). Si tratta di un aumento di 6,2 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni del 2022. Le operazioni di voto per i militari di leva, quelli in servizio permanente e i riservisti erano iniziate una settimana fa in oltre 890 seggi allestiti nelle basi militari in tutto il Paese e oltre i confini israeliani, comprese le postazioni dell’esercito nella Striscia di Gaza, in Libano e in Siria. Il dato è in linea con l’affluenza generale alle urne pari al 77,7%, (circa 5,69 milioni di votanti su 7,3 milioni aventi diritto). Rispetto alle precedenti elezioni del 2022, ieri si sono recati alle urne il 7,1% in più degli aventi diritto.

GOLAN ESORTA I SUOI PARTNER A FORMARE UN GOVERNO CON I PARTITI ARABI

l presidente del partito israeliano I Democratici, Yair Golan, si appella pubblicamente ai suoi alleati del Blocco del cambiamento guidato da Gadi Eisenkot affinché formino un governo. “La realtà deve insegnarci una lezione inequivocabile: non abbiamo futuro qui se non smettiamo di avere paura. Non possiamo più accettare la divisione razzista di Netanyahu tra il voto ebraico e quello arabo. Chiunque cerchi di cancellare i voti dei cittadini arabi si arrende a Netanyahu e rinuncia a Israele”, ha detto Golan, come riporta l’emittente Channel 12. “Abbiamo la maggioranza. Abbiamo una responsabilità. E abbiamo l’opportunità di istituire un governo di cambiamento in collaborazione con i cittadini arabi di Israele. Un governo che servirà tutti i cittadini di Israele. Ora abbiamo bisogno di coraggio. Abbiamo bisogno di leadership. Dobbiamo smettere di avere paura e iniziare ad agire. Un governo di cambiamento”, ha affermato.

TRUMP “CON IL MIO SOSTEGNO NETANYAHU PASSATO DAL KO ALLA VITTORIA”

“Quando il presidente Trump ha espresso il suo sostegno a Bibi Netanyahu, la situazione e’ completamente cambiata, e ora quella che sembrava una sconfitta per un Grande Primo Ministro, appare essere una insperata rimonta che ha portato a una fase di stallo, se non una vittoria per Netanyahu. Tutto e’ successo dopo il sostegno del presidente Trump che vuole solo il bene del Medio Oriente, di Israele e degli Stati Uniti d’America”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando in terza persona.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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