TRIPOLI (LIBIA) (ITALPRESS) – Il primo ministro del Governo di Unità Nazionale libico, Abdulhamid Dbeibah, ha condannato le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, ribadendo che la Libia è uno Stato sovrano. E secondo quanto dichiarato da Dbeibah sul proprio account Facebook ufficiale, il Paese rifiuta qualsiasi offesa alla propria dignità e al proprio popolo, che ha compiuto enormi sacrifici nella lotta al terrorismo. Il premier ha sottolineato l’importanza di mantenere solide relazioni con gli Stati Uniti, ma ha avvertito che la dignità della Libia e del suo popolo non sarà mai accettata come merce di scambio o materiale per polemiche elettorali. La nota conferma la ferma volontà di Tripoli di difendere l’onore nazionale nel quadro delle relazioni internazionali.
LE ISTITUZIONI CONDANNANO LE OFFESE DI TRUMP
Il Comitato per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale della Camera dei Rappresentanti libica ha respinto con fermezza le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha definito la Libia una “nazione sporca” durante un comizio. E secondo quanto dichiarato dal Comitato in un comunicato ufficiale, le affermazioni sono inaccettabili e contrastano con i principi di rispetto reciproco e responsabilità diplomatica. Il Comitato ha sottolineato che la Libia è uno Stato sovrano con una storia illustre e un patrimonio culturale che non può essere ridotto a definizioni offensive o utilizzato per polemiche politiche interne. Ha inoltre sollecitato l’amministrazione americana a chiarire ufficialmente la propria posizione, affinché le relazioni bilaterali si basino sul rispetto reciproco e sugli interessi comuni.
L’Alto Consiglio di Stato libico ha espresso duro biasimo per le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, affermando che la Libia e il suo popolo non possono essere oggetto di insulti politici. E secondo quanto dichiarato dall’Alto Consiglio di Stato libico in un comunicato ufficiale, la grandezza di un leader non si misura dalla capacità di umiliare gli altri, ma dal rispetto della loro dignità. Il Consiglio ha sottolineato che il valore delle nazioni non dipende dalla loro ricchezza o potenza militare, ma dalla storia, dalla cultura e dalla fermezza dei loro cittadini.
La nota ribadisce che la Libia, con il suo ricco passato e le sue profonde radici, è più grande di qualsiasi offesa passeggera e che la sua dignità non dipende dal riconoscimento o dal disprezzo degli altri. Il Consiglio Presidenziale libico ha respinto in modo categorico le affermazioni sprezzanti del presidente americano Donald Trump contro la Libia e il suo popolo. E secondo quanto dichiarato dal Consiglio Presidenziale libico in un comunicato ufficiale, tali dichiarazioni rappresentano una grave mancanza di rispetto verso un popolo che ha sacrificato molto per la libertà. Il Consiglio ha ricordato i profondi legami storici tra i due Paesi, citando i trattati del 1796 e 1805, la fregata USS Philadelphia e il riferimento alle coste di Tripoli nell’inno dei marines americani. Il Consiglio ha quindi annunciato di aver incaricato il Ministero degli Affari Esteri libico di convocare l’incaricato d’affari americano per presentare una protesta formale, chiedendo scuse ufficiali e la correzione di quanto affermato.
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