Portolano “La Difesa non si improvvisa, va costruita in tempi di pace”

ROMA (ITALPRESS) – “Il punto è che la frammentazione europea è un limite strategico e di vulnerabilità operativa. Servono programmi comuni e filiere resilienti, la cooperazione europea va perseguita dove offre un reale valore aggiunto”. Così il generale Luciano Portolano, capo di Stato maggiore della Difesa, in occasione del Defence Procurement Forum. “La deterrenza non si misura più solo sulla quantità e sulla qualità dei sistemi, ma anche sulla capacità tecnologica”, ha aggiunto.

“L’Ucraina ci insegna molto, la lezione che ci consegna è chiara: non esiste una difesa credibile senza un’industria capace di produrre armi in quantità e capace di garantire una sostenibilità. Ma questa capacità non si improvvisa e va costruita in tempi di pace”. “Siamo in un momento favorevole perché per la prima volta disponiamo di strumenti normativi e finanziari che vengono incontro alle nostre ambizioni. Ma anche in un momento delicato, se non difficile, perché le risorse da sole non bastano per produrre un cambiamento”, ha aggiunto.

CROSETTO “DIFESA PILASTRO FONDAMENTALE DELLA SICUREZZA”

“Non riusciamo a trasmettere quanto sia importante la difesa come pilastro della sicurezza e delle istituzioni. E’ facile dire: meglio un asilo e un ospedale di un lanciamissili; nessuno può affermare il contrario, ma sono due cose diverse. Sono concetti che non dovrebbero essere mischiati. La cultura della difesa di cui parlo da anni non ha appeal, ma abbiamo la necessità di mantenere in piedi la difesa che è qualcosa di più alto, è uno dei pilastri fondamentali della sicurezza”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“L’Italia fornisce il 33% delle missioni europee militari all’estero. Il secondo contributore dopo l’Italia è la Grecia col 14%, poi c’è la Francia col 10%, la Germania è all’1,7%. Questa è una dimostrazione di chi crede nell’Europa rispetto a chi parla di Europa. “È una prospettiva difficile da raggiungere, ma noi ci stiamo provando. Ci stiamo provando investendo molto più di altri in qualcosa di comune, sapendo che è difficile da raggiungere, ma sapendo che è l’unico modo con cui possiamo farlo. Le nostre aziende si stanno muovendo. Molte delle nostre aziende non sono più nazionali, sono multinazionali, e quella sarà una forza”, ha aggiunto.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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