ROMA (ITALPRESS) – Il Kazakistan è un Paese giovane con i suoi circa 21 milioni di abitanti e un’età media di 29,7 anni, che sta puntando sulla modernizzazione delle istituzioni per accompagnare la trasformazione economica e sociale. È questa la lettura delle recenti riforme costituzionali del Kazakistan offerta dall’ambasciatore Yerbolat Sembayev, nel corso di una tavola rotonda presso l’ambasciata a Roma, alla presenza di politici, diplomatici, rappresentanti del mondo economico-industriale e di think tank.
La nuova architettura istituzionale punta a creare le condizioni per una maggiore stabilità interna, rafforzare lo Stato di diritto e rendere il Paese sempre più attrattivo per gli investimenti internazionali, ha spiegato Sembayev.
Il passaggio più significativo è la trasformazione del Parlamento da bicamerale a monocamerale. Con la nuova Costituzione, approvata dal referendum del 15 marzo ed entrata in vigore il 1° luglio, il Parlamento, denominato Kurultai, è composto da 145 deputati eletti per cinque anni. Le prime elezioni del nuovo organo si sono svolte il 23 agosto, con un’affluenza del 74,08%, pari a oltre 9,35 milioni di elettori. Cinque partiti hanno superato la soglia di sbarramento del 5%, con il partito Adilet al 71,17% dei voti, secondo i risultati ufficiali. Per Sembayev, queste elezioni non rappresentano un punto di arrivo, ma “un punto di partenza” di un processo di trasformazione destinato a svilupparsi progressivamente.
L’obiettivo indicato dall’ambasciatore è costruire un modello fondato su una presidenza forte e su un governo responsabile, ampliando allo stesso tempo gli spazi di partecipazione dei cittadini e rafforzando gli strumenti di garanzia istituzionale, a partire dalla Corte costituzionale. La modernizzazione politica, nella visione presentata dall’ambasciatore del Kazakhstan, è strettamente legata a quella economica. Il Kazakistan punta infatti a diversificare la propria economia, sviluppando settori come energia, logistica, trasformazione digitale e tecnologie avanzate.
La stabilità istituzionale dovrebbe così accompagnare la creazione di un ambiente più stabile per gli operatori economici e per i partner internazionali. In questo quadro si inserisce anche la posizione geografica del Paese. Privo di sbocco sul mare, il Kazakistan considera oggi questa caratteristica, nel mutato scenario geopolitico, anche come un’opportunità: il Middle Corridor, la rotta transcaspica che collega Asia ed Europa, sta rafforzando il ruolo del Paese come piattaforma di transito e di connessione tra mercati.
Un’evoluzione che guarda anche all’Italia. Secondo i dati più aggiornati pubblicati sul portale Infomercati esteri della Farnesina, nel primo semestre del 2026, Italia e Kazakhstan hanno registrato un interscambio di 2,43 miliardi di euro e vi è un crescente interesse delle aziende italiane verso questo mercato, soprattutto per l’approvvigionamento di materie prime, come emerso durante la tavola rotonda.
In questo contesto, lo scorso 18 settembre si è svolto ad Astana il primo Business Forum Italia-Asia Centrale nel formato 5+1, che ha riunito rappresentanti istituzionali e comunità imprenditoriali di Italia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. L’ambasciatore Sembayev guarda inoltre alla collaborazione tra università e imprese, dalla ricerca sulle materie prime alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale, e sottolinea l’importanza degli scambi tra i parlamenti dei due Paesi. Un ponte già sostenuto dalla mobilità accademica: l’ambasciatore indica in circa 8 mila gli studenti kazaki che studiano in Italia. “Stabilità politica e dinamismo economico devono rafforzarsi reciprocamente”, è in sostanza la prospettiva indicata da Sembayev.
Per il Kazakistan, dunque, la riforma costituzionale non è soltanto una ridefinizione degli equilibri istituzionali, ma parte di una strategia più ampia: creare un Paese capace di accompagnare la propria trasformazione economica, rafforzare la competitività e offrire ai partner internazionali un quadro sempre più stabile per investire e cooperare. I partecipanti istituzionali presenti alla tavola rotonda hanno evidenziato l’importanza sia di consolidare le relazioni tra Italia e Kazakhstan, sia lavorare sui quadri normativi e comprendere le dinamiche nel Paese, mentre dai rappresentanti di settore è emersa l’esigenza di alcune aziende italiane ad affacciarsi al Kazakhstan, dove hanno riscontrato l’entusiasmo da parte degli operatori locali.
– Foto xr2/Italpress –
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